Anna CERCHIARA


Anna Cerchiara nasce a Portici, in provincia di Napoli, il 24 marzo 1965, di origine sanlorenzana. Suo padre Saverio, cultore della Numismatica, è nato a San Lorenzo Bellizzi anche se da più di quarant'anni vive a Napoli, dove ha insegnato nella scuola di istruzione primaria.
Laureata in lingue e letterature straniere moderne, insegna inglese nella scuola media superiore, scrive poesie sin dall'adolescenza, è appassionata
studiosa di astrologia. Ha contribuito di recente a ricerche biografiche e bibliografiche su Don Lorenzo Zaccaro, illustre letterato sanlorenzano dell'800, il quale visse per un lungo periodo nel capoluogo campano e del quale ha reperito l'unico ritratto esistente. La sua ricerca, sistematica e diligente, si compendia in: L'amico del Popolo - Note su Lorenzo Zaccaro.

P O E M S


 

Quiescenza

Cosa è più strano
la vita, la morte,
o che si diano la mano,
che copulino
e facciano mostri
quotidiani
di identico orrore
dentro le nostre fibre.

La setta
Siamo qui, accucciati,
coi fardelli inutili,
le teste vuote
e ci gloriamo d'essere
al sole e al neon
figli di figli
senza Padre.

La chiave
Ci sarà un nido
per dire sì al peccato.
Ti entrerò nel sangue,
sarò terra
di villico,
dei semi tuoi,
sarò bandito braccato
che ti ha preso la chiave.

Madre
Avevo bambini,
sarebbero stati
uomini.
Covati per anni
come Idee,
svezzati,
ora hanno posto
al banco delle amenità,
tutti morti
al gelo del disilluso
eppure convinti
di essere eterni.

Il grido
Ovunque io tocchi
é addio
solo il sogno
respira
a ricordare
la mia parvenza.
E' l'addio più acuto,
è il male.

IO
Eccomi
sono Penelope,
faccio tele di ragno
e oroscopi
perché temo il vuoto.
Ma rido di voi
Proci dal sesso facile,
del dialetto barbaro
senza futuro.
Non sarò mai con voi
sarete solo bastardi.

A tempera,
pastello,
grido:
"sono stanca
d'essermi madre!!".
Arida via,
fatti prato,
fatti figlia
e sposa
e madre d'altro
che non sia tu.

Luna
Madre
ti invoco
per l'alta marea.
Copri
l'abisso unanime
é ora d'interni
e tu sai
dove vivo.

Dramma
Cosa é dietro l'ombra
se non ombra
e lo specchio, lo spettro.
Perfezione, musa,
solo dolore mi adduci.
La morte partorisce
il dolore
e madre, e boia.

Ah, linfa!
All'erta stanno
gli olmi del mio verde.
Nei pugni chiusi,
a ciocche,
lievita l'arsura,
ed è marzo.
Quiete del bosco,
tacita, assopita,
m'allegri le innervature?

Desiderio
Cavaliere azzurro
hai una spada deforme
che offende il nemico.
Dov'é la tua terra,
il piede sicuro
sui chiodi?
La tua dama
é cava di sale
che non basta a Dio
e a te,
vecchio nome di corpo,
i soliti accordi.

Radici
Io voglio amare un Uomo
che ami tutto il mondo
e un figlio maschio
che pianti querce inesauribili.

Guardami, attore!
Ho il petto più cieco
di una finta alleanza.
Oggi nasco passione
poi libro
e poi ancora
amplesso incompiuto.
Acqua sporca,
pagliaccio,
che tu possa marcire
di desiderio incolto,
che tu possa dormire
in tempo di ardimento,
che stinga
ogni spiazzo vuoto
perché io non scriva

"ti amo,
maledetto!".

Tu marchiale il cuore
coi denti fini:
Lei cadrà dritta
in mezzo alle tue idee
e, tra i varchi,
assisa
ti amerà.

Albaregia
Vorrei osare ad Albaregia
dove osi tu, puro.
Pure, non prive,
vanno le donne mie
senza castrare.
Pura, non priva, io
vorrei qui la mia alba regia.
E il Re? e il do?
Gli spazi, le aperture, le cesure...
Pura, non priva, io
vorrei qui anima e corpo.

Onde
L'acqua mi bagna
Ed io, riva immemore,
drogo i passi sospesi.
Rammenta, acidula,
i salti e le corse veraci,
altrove, altrui,
i voli di cicogna,
le lance spezzate e godute.
Quante Vergini di Norimberga
ancora al museo,
quanto oro
dato per bere
e quanta estasi perbene.
Mare,
io non voglio le tue alghe.

Teorema
Dimmi cos'è amare,
farò postulati.
Primo: sete sanguigna
nel mio bicchiere.
Primo: baciano sempre
le rime mie.
Primo: Mercurio e Venere
allacciano partite.
Dimmi cos'é amare:
BEVI, BACIA, GIOCA!

Parentes
Il padre non ha età,
il figlio cresce
tra le attese,
le arroganze,
le sberle fatte a mente,
cipigli offesi,
ritardi affettati,
ripicche.
Et mater dolorosa.
Sublime equità!

Imeneo
Anima persa,
metterai all'asta
le tue Donne
e un principe moro,
smargiasso,
pagherà duro
scudi, ghinee, versi vili.
Loro, gatte,
ammiccheranno
incredule
e il gioco, già perso,
sarà Dio.

Ambasciatore
Che il gorgo mai,
Nina, ti prenda
il nucleo già folle.
Sognare no,
Nina, quello che non sarai.
Meriti tutto il sale
e i fiori ammalati
perché sei nata viva.

Eva
Pazza discinta
credi davvero
che Amore ti tocchi
e come Dio creante
dia linfa
al tuo cranio piagato?

Il cuore nel petto
io ce l'ho
ma é una lacuna.

Capitàno
Sono con te
ma non siamo dei.
Una foto
é una foto,
un cuore
é un macigno
se non spiega le vele.
Cartesio, assi,
vento di testa,
perché timone ?
ogni rotta presa
é la stessa arteria
e noi a bordo
siamo mozzi accaniti.

Madre e contadina,
mi manca questo
per essere vicina
al centro della Terra,
Madre e apolide
se non dei miei passi
che pure le orme schivano.
Sarò viva nella memoria
dei tempi
quando i tempi saranno
allargati?
e i posteri
avranno ancora
un che di umano
per ricordarmi?
Non ho rivestimento
e non trovo pace.

Da rughe assurde,
dolorose,
viene il mio genio.
Si sforza,
arranca,
cade
ma é sordo e cieco
il mio genio,
imbattibile
e solo.

La colpa
Sirena di Ulisse
disperdo il lamento.
Finto Prometeo
che rubi il gelo al mondo,
ti sveni
perché chi pulsa é vile,
inutillimo,
quale aquila ti punirà?
Averlo é già castigo,
il NULLA,
se uccidi il Matto.

A morte i forti di cuore
deboli, incompresi,
appesi per le ali
come cristi offesi.
Pago, pago,
ne ho abbastanza
di un Dio assente, Amore,
di immagini per pane, Amore,
di fibre lese, Amore.
La Donna mia
ha testa, ora,
e ha perso il bambino.

 

 

 



Comandamento
Tuo maniero
é polvere e velina,
sa di gesso.
Due note azzurre,
vispe,
sarebbe scacco
al matto
eppure,
- giù il ponte!!!-
che mai sconfitta
ti fece tanto Re.

Sono gonfia
di livido, livore,
stoppa e spavento.
Volesse appena,
sottile come spillo,
io mi farei cruna
dei fili suoi
ma non voglio niente
che non mi può dare:
la luce al figlio
compiuto,
il buio ai morti
suicidi.

Da sola
ho giocato
all'amore.
Da sola
ho odiato
l'attesa dell'uomo.
Così, sfatta,
sogno di essere fertile
più del Nilo in piena
e finché ho fiato
per cantare
ti aspetterò
da sola.

Ovuli
Perché dovrei
a un figlio
tanto abbaglio
e, isterico,
farlo cavalcare
tra i miraggi.
Ma, spergiura,
mi venderò
al baratto
per due lire sole
di compagnia.

Il buco
Un tempo dormii prona.
Ora di fianco, fetale.
Cerco un utero liscio,
senza rumori.
Cerco un cordone
che non mi impicchi.
Ma questo ombelico
è una ferita aperta
che anela sutura indolore.

Ad libitum
Se tu nasci,
bambino,
perdona
la mia frenesia,
le trame oscure.
La mia paura é
contagioso male,
il mio romanzo
amplesso incompiuto
che si auto-propina.
Se dolcezza
ha da essere
di rondine il volo,
mi arresi.

Violino e arpa
Verrà, verrà
il giorno del Mai
mi porterà sulle alture
dove sabbia non è duna
e il sole non é sudore.
Verrà, verrà
il giorno
e nudo, allora,
dal tetto balzerà,
chissà,
Icaro nuovo.
Verrà, verrà,
col fiore in tasca
e liso paracadute.
Verrà il violino
e l'arpa.
Verrà.

Altèra,
su un picco immobile
per credersi aquila.
Forse che i miei occhi
non sono più onesti
di un giurato
o il pane mio
il più fresco
se pure non spicco,
né ho dimora,
alibi o sfogo
alla mia umanità
uccisa...
non basta vendetta
a questo faro
che passa
per spento,
che vaneggia,
e mercenario
si aggrappa
ad ogni attenzione
col dubbio.
Ho una lesione al cervello
ma, per Dio,
al bando le vostre cure!

Rivelazione
Le rare volte chiare
vedo la luce
scomporsi nel prisma,
china la Silfide il capo
e piange.
Dilava sommessa
lacrima il pianto
e punge il serto
la ruga seriosa.
Vede gli Amanti
rubare le fusa ai gatti,
agili fra coltri di pesco.
O pensieri soriani
snodarsi fra mura di peltro.
Ma ogni efelide,
ogni sguardo neonato,
é sbiadito al verno
e non torna.

Sei grande
perché non ti ho vissuto
e dunque più inutile
di un abisso.
Pensiero vuole confronto
ma costa tanto non sentirsi dio?
Altro non dire,
segui il senso puro:
sono doppia allo specchio, io,
sei opaco, tu.

Poeta
Ho un demone
in testa,
un dono
terribile
e muto,
un guizzo
di astro cadente
che regge,
male,
il mio dovere
di respirare.

M.
Hai un remo
stanco, irato,
orfano del mio.
Avvilito
dai sogni di Freud
e dal mito
di Atlantide,
poggia su me,
scalmo,
i polsi, le tempie:
tutto saprà
di pace benedetta,
silenzi ricchi,
rientri nell'anima.

Con te
avrei tempo
di non aver tempo.
Goliardo,
Padre
del mio sogno,
salirai ai fasti
per avermi sedotto
le cervici
e le imprese.
Il tuo valore
è il mio sangue,
mi manca.

Giorni insani
ci attendono al varco,
più di quelli
che ci iniettiamo,
tossici,
nelle ore illegali.
E' stoico ma
dove volano i passeri
c'é un grande mercato
di anime pure
e percorsi morali.

Dio, anima,
verrò a pregare al tuo monte
e nel delirio mi darò
come adesso che scrivo
come adesso che non vivo
vile, afasica,
insulsa, becera.
Odio, mi odio,
odio quelli che odio
o che non so amare,
odio l'esserci qui, per durare
come la testa del cerino.

Questo mito
guarda che mi fa:
m'ammutisce e
non mi ammutina.
Sono un mostro
senza prede
che scrive per sé,
per la sua discrezione,
che ha creduto
all'estremo
nella fede per l'altro
e che l'ha smessa
come un cencio nuovo.
Ti dirò,
amo le stelle
che non mi danno
risposte,
amo la mia idea
fissa,
amo l'impossibile
e mi consolo
perchè non posso svendermi.

Così ho scelto te,
testa d'uomo,
per darmi il sogno
di esistere
e l'alibi
della ragione.

Sei un magnete dentro me
latente e pauroso
sei la mia consolazione
mio danno
fiducia e disonore.
Uomo che t'avevo perso
ora impazzisco
perché non posso averti
sotto il destino
né dirti parole
timide e oneste.
O darti l'anima come vorrei.
Tu sei un magnete dentro me
ed io, scheggia, ne muoio.

Curva e colore
nulla ho di più
per scriverti,
mio de-sidere.
Lontano dal ricordo
della fame d'Angola,
pure conti,
pure ti ho,
cuore.
Curva e dolore
ti sento vivo
nella linea dura
ma orgoglio
e sete infinita
saranno il tuo Karma.

Catarsi
Non ho chiesto
d'esser voluta,
né perché.
Sono nata blu
e mi sapeva d'astio
il latte
e pure ne ho a fiotti
che mi àltera
i cicli,
perché non l'ho
per darne.

Miserere nobis,
bastasse un taglio
per riessere vergini
o esser puri é
starsene così,
come allocchi
in silenzio
tra conati
e fiati,
in mezzo agli archi
della malattia...
La stoffa mia
solo per sé
irrancidisce,
per l'altro,
a patto che lontano,
veste principi e re.

Passo ogni porto
con l'anima nera che ho
e invidio i pergolati d'autunno,
le nonne immobili
gonfie di saggi ricordi.
Odio ogni porto,
perché non è ultimo.


 

L'AMICO DEL POPOLO
Note su Lorenzo Zaccaro

di
Anna CERCHIARA

Lorenzo Zaccaro nasce a San Lorenzo Bellizzi in provincia di Cosenza il 24 febbraio1811, da Gaetano, di anni 36, e da Maria Gallo, di anni 30, come risulta dai registri dell’anagrafe del comune calabrese(1). Non sono emersi particolari sugli studi compiuti, né sulle motivazioni del passaggio dalla Calabria a Napoli, dove visse per molti anni. Le prime notizie sul soggiorno nel capoluogo campano risalgono al 1840, quando il prete alloggia in strada Concordia al numero 8 presso una locatrice, la qual cosa gli avrebbe comportato, poi, l’attributo di censurabile per attacco illecito con donne.(2) Dai non molti richiami autobiografici si evince che nel 1844 Lorenzo studia filosofia e che apartire dal 1848 inizia per lui un periodo assai prolifico dal punto di vista editoriale, politico e pedagogico. In quest’anno, infatti, fonda L’amico del Popolo, catechismo della costituzione delle due Sicilie, un foglio periodico pubblicato ogni giovedì e domenica al costo di un grano (tre tornesi nelle province) al quale era anche possibile associarsi rivolgendosi a Don Beniamino de Rocco, parroco della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Toledo. L’autore degli articoli da noi esaminati definiti come “lezioni”, è questo prete atipico, liberale e democratico che con parole semplici e decise cerca di spiegare ai diffidenti “fratelli popolani” come il concetto di democrazia non sia né sinonimo di cospirazione contro lo stato, né incompatibile con il credo religioso. La Costituzione, concessa da Ferdinando II proprio in quei giorni, è bellissima cosa, opera santa, e volontà di Dio e opera di Religione, grazia speciale sollievo del popolo, la garantia della nostra libertà(4): la devozione religiosa non deve implicare rassegnazione verso le ingiustizie, la lotta per la libertà e per il riconoscimento dei propri diritti non rende l’uomo un peccatore sovversivo, blasfemo ed irriverente. Patriottismo, fede cattolica, difesa della giustizia, ma soprattutto la creazione di una coscienza di massa attraverso l’istruzione e la libera informazione sono il leitmotiv delle “lezioni” di Lorenzo. Che spesso, però, pecca di evidente ingenuità: le aspettative riformistiche e democratiche gli fanno (incautamente) dire che i nobili e i ricchi hanno voluto la Costituzione per il bene del popolo: i nobili e i ricchi l’hanno chiesta per voi. Che bisogno infatti avevano essi di ottenerla? I signori non hanno bisogno di voi, ma voi avete bisogno di loro.(5) Similmente, quando raccomanda ai suoi “amici” di tenersi lontani da atteggiamenti sediziosi e di restare nel rispetto della legalità, il tono risulta alquanto retorico: Popolani attenti: non vi fate sedurre da' demoni terreni. Rispettate le leggi, siate moderati, non vi fate adescare dalle promesse che tendono alla nostra rovina(6). Ricordiamo che l’unico stato in Italia a non aver seguito l’indirizzo riformatore instaurato da Pio IX era proprio il Regno di Napoli, in cui era palese il malgoverno borbonico. Ferdinando II concesse la Costituzione il 10 febbraio solo perché minacciato dal malcontento e da una possibile insurrezione a Napoli, dopo quella di Palermo, non perché fosse animato da puri slanci umanitari. Lorenzo scrive, comunque, con sincero entusiasmo e gli articoli di questo periodico popolare colpiscono per il tono sempre autentico, per nulla didascalico, con cui si rivolge ai lettori, per i quali prospetta un futuro caratterizzato da affrancamento ed emancipazione: Si apriranno delle scuole gratuite dove tutti i poveri popolani impareranno il fatto loro, s’istruiranno in ciò che può farli felici: si diminuiranno i dazi e le gabelle, si daranno mezzi di lucrare onestamente, e si penserà in primo articolo fondamentale la miglior maniera come soccorrere i bisognosi ...(7)

Inoltre, questi toni fervidi smentiscono o perlomeno rendono poco plausibili le future accuse di cospirazione ai danni del Re, cosa che il prete avrebbe ordito insieme ad Agesilao Milano nel 1856, e che gli sarebbero costate il carcere.(8)
De L’Amico del Popolo, eccetto che per le edizioni rilegate a libro dello stesso anno, consultabili presso la Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III, sezione napoletana, non c’è ulteriore traccia e nel successivo Amico del Popolo. Giornale politico
quotidiano (9) non risultano contributi dello Zaccaro. Sempre nel 1848, Lorenzo dirigeva un istituto letterario e scientifico stabilito sopra larghissime basi(10) , il “de Pamphilis”, fondato nel 1831 da Giacinto de Pamphilis, medico ed insegnante.(11) L’istituto, sito in via Pignasecca al numero 15, offriva un corso di formazione completa, della durata di 4 anni, con sette ore di lezione al giorno; partendo dall’insegnamento della lettura e della scrittura, del catechismo, del galateo, della geografia, giungeva gradatamente all’insegnamento della logica, dell’etica, dei principi della metafisica. Il programma di studi comprendeva l’intera istruzione della gioventù, graduando le intellezioni successivamente insegnate con l’intento di destare nei giovani l’attitudine a far da sé, esercitando la mente in modo del tutto pratico perché potesse svilupparsi simultaneamente in tutte le sue potenze. Qui Lorenzo insegnò e sperimentò il cosiddetto “metodo naturale” di William Hamilton, secondo il quale l’apprendimento delle lingue doveva basarsi sulla pratica e non solo sullo studio della grammatica, cosicché una classe di alunni di sei anni, dopo un periodo di circa sei mesi di apprendimento scandito secondo questo metodo “empirico”, potesse essere in grado di rispondere in quattro lingue con tale prontezza e decisione quale non si era osservata nei giovanetti di sei anni di studio nelle scuole comuni.(12) Il metodo e la scuola sembrarono riscuotere consenso quantunque i gesuiti ed i maestri di mestiere ci gridassero la croce addosso. Ma la logica dei falli è inesorabile, ed a’ fatti nostri il pubblico napoletano corrispose coi suoi popolando di 250 alunni un istituto, che era cominciato con 25 giovanetti.(13) Ma di li a poco il consenso svanì: Lorenzo fu screditato dal Vicepresidente della pubblica
Istruzione Francesco Saverio Apuzzo a seguito della sua attività giornalistica, considerata “pericolosa”(14) e, a seguito di restrizioni governative nei confronti delle scuole private tra il 1849 ed il 1850 (15), l’istituto venne chiuso definitivamente. Gli eventi inducono il prete ad abbandonare le sperimentazioni didattiche per dedicarsi ad applicazioni maggiormente teoriche e filologiche: anatemizzato dal governo, e non potendo più continuare la viva parola affidata ad uomini, cui l’insegnare era un mestiere, e l’abbrutire un dovere, mi ritirai a meditare sulle cose filologiche ed estetiche comparate al progresso filosofico dei tempi moderni...(16) Malgrado la delusione, la convinzione che i testi dovessero essere facilmente fruibili e che il metodo “empirico” fosse fondamentale nell’apprendimento continuò ad ispirare i lavori del nostro sacerdote- insegnante che fu valido autore e divulgatore filologico ed estetico e per questo ottenne riconoscimenti a livello nazionale: nel 1854 la sua Grammatica ragionata per la lingua italiana viene adottata con plauso(17) nelle scuole del Regno con permesso del Ministero e della Real Segreteria di Stato degli Affari Ecclesiastici e della Pubblica Istruzione. Ciononostante l’autore continua a sostenere la necessità di metodi di insegnamento innovativi e critica apertamente lo stato dell’istruzione in Italia(18). Zaccaro esporrà più volte e con vigore la sua idea di riforma dell’insegnamento e dell’apprendimento dei saperi di base in cui i criteri fondamentali saranno la progressione graduata, la continuità e la praticità, intesa come riferimento al
reale e come partecipazione attiva del discente; l’istruzione è l’acquisizione degli strumenti per poter interagire col mondo ed essere parte attiva e consapevole, concetti non così lontani da quelli fondanti la didattica contemporanea. Qualsiasi sia il tema trattato, di Lorenzo colpiscono lo stile schietto ed immediato, per nulla formale, la chiarezza e la linearità delle spiegazioni infuse in una sorta di dialogo diretto col lettore, in cui vengono sempre puntualizzate le premesse, gli obiettivi e le metodologie che connotano i suoi progetti, siano essi educativi o divulgativi. Oltre che al De Pamphilis, Lorenzo Zaccaro insegnò presso la facoltà di lettere partenopea e contribuì ad un altro giornale politico, L’Ortodosso, che non ci è stato possibile reperire, ma di cui trattano, seppur brevemente, Aliquò Renzi e Aliquò-Taveritti (19): l'Ortodosso diretto da Giosuè Trisolini ( 20), chirurgo militare all’ospedale della Trinità.., ( che ottenne) raccomandazioni dal ministero della guerra ... per avere degli associati.. ed erano quasi tutti militari i suoi lettori, del resto non molti. Non è stato possibile ricostruire l’esatta successione cronologica di tali attività e fino al 1856, annus horribilis per il nostro prete, l’unico dato certo è l'appartenenza all’Accademia Pontaniana quale socio non residente, come risulta da Almanacco Reale del Regno delle due Sicilie, anni 1854 e 1855. In questo periodo Lorenzo risiedeva nel comune di Boiano nel Molise, dove fu chiamato a dirigere il seminario, precisamente dal novembre del 1852 fino alla primavera del 1853, quando per motivi di salute ritorna a Napoli (22). Qui questo prete attivissimo, oltre a svolgere i suoi compiti religiosi (diceva messa presso la chiesa di S. Giacomo degli Spagnoli a Napoli)(23) da uomo colto, eclettico, fervente sostenitore degli ideali libertari, continuò la strenua difesa dell’istruzione per tutti, elemento propedeutico alla emancipazione civile e cercò di essere interprete dei diritti del popolo. In questi anni scrisse molti testi di facile lettura, semplici e scorrevoli, da egli stesso più volte riveduti e semplificati per essere più facilmente fruibili e perché il vero progresso nel campo sterminato del pensiero e dell’azione non si compie per salti ma per gradi(24). Lorenzo continua a scrivere e cura la diffusione dei suoi testi, sia personalmente(25), sia grazie a dei collaboratori: Don Beniamino de Rocco a Napoli. Don Pasquale Gioia in Calabria e Don Anacleto de Giorgio in Molise.(26). Nel 1856 inizia un periodo molto difficile: Lorenzo viene coinvolto nell’attentato contro il Re Ferdinando II ordito da Agesilao Milano (27) ed è rinchiuso nel carcere dei preti della Concordia.(28) In realtà, dopo le indagini si scoprì che il Milano non aveva complici e molti degli arrestati, tra cui lo stesso Zaccaro vennero rilasciati. La lettura dei verbali degli interrogatori ci ha permesso di ricostruire la sequenza dei fatti, delle prove e delle
testimonianze che portarono all’arresto del prete. Lorenzo fu imprigionato nel dicembre 1856, come risulta dall’elenco degli arrestati(29), sulla base di prove non proprio schiaccianti: conosceva Antonio Nocito, calabrese, anch’egli indiziato, e il Milano stesso, con il quale si intratteneva spesso nella centralissima via Toledo; inoltre, si sarebbe liberato in fretta di documenti e di
corrispondenza varia non appena saputo del loro fermo (30). Nel primo interrogatorio il prete si difende sostenendo che dopo l’arresto del compaesano ed amico Don Leonardo Varcasia di Castrovillari, anch’egli accusato a seguito di contatti col Nocito, si affrettò tagliare di casa, e spedire presso la sua conoscente Maria Andolfi, gradini S. Liborio n° 7 un involto di carte, non perché fossero criminose, ma perché trattando di corrispondenza con ecclesiastici, prelati ed altri acquirenti delle sue produzioni estetiche, e filologiche, era a lui di massimo interesse conservarle integre, ed evitarne sperperamento per gl'introiti a fare.(31) Queste giustificazioni non bastano: il 13 gennaio la commissione esamina il materiale rinvenuto presso l’abitazione della Andolfi alla presenza di testimoni e dello stesso Zaccaro e tra gli scritti viene rinvenuto un foglio con scarabocchi vari, considerato referto assai compromettente perché vi si leggeva un evidente oltraggio al Re:


on a reglé les affaires d’Italie vive la France vive l'Ingleterre
vive Louis Napoleon Empereur des Francais vive Eugene vive la France.
Vive Palmerston Meure F II (tyranne) de Naples

Lorenzo risponde di ignorare da chi fosse ciò praticato non essendo egli uso di scrivere a falsariga. Altronde nella stessa casa dove egli abita hanno pure alloggiato altre persone prima di lui e nella confusione con cui furono tolte di casa le sue carte poterono comprendervisi quelle non sue (32). Il 22 gennaio viene ascoltata Margherita Miele, la locatrice con la quale Zaccaro coabitava da due anni, che cerca di porre elementi a suo favore sostenendone l’estraneità a qualsiasi cospirazione (33); la stessa riferisce che il prete le fece portar via delle carte semplicemente per evitare alla Polizia la noia di una lunga lettura di cose inutili che d'altronde erano per lui utilissime trattandosi di conti con coloro che avevano acquistate le opere di lui. Tuttavia la donna conferma che Zaccaro conosceva Antonio Nocito di Spezzano Albanese, uno degli arrestati e che, non appena il prete seppe del suo fermo, diceva essere tutta altra la cagion dello arresto...Ancora un testimone, stavolta decisamente a sfavore, è il figlio della locatrice, Gennaro, un soldato di stanza a Gaeta. A suo dire Zaccaro avrebbe più volte esaltato la figura ed il “martirio” del Milano e gli avrebbe fatto serie ed esplicite proposte di partecipazione ad atti di cospirazione, offrendogli denaro e facendogli intendere che, comunque, anche in caso di rifiuto, la morte del sovrano era imminente. (35). Le affermazioni del Ricciardi saranno poi smentite da una sua sorellastra, Mariuccia, di anni 18 che prendeva lezioni di "carattere" dallo Zaccaro. Il 4 marzo la Mariuccia ha sostenuta la negativa recriminando il fratello di bugia ... smentendo l’ipotesi di complotto tra Zaccaro, Nocito e Marchiano. 11 21 aprile Lorenzo si difende con vigore dalle accuse del Ricciardi essendo il Ricciardi un giovane discolo e fannfarone ed afferma che conosce per caso il Nocito, studente in
Napoli che voleva darsi l’aria di letterato. Le carte del prete non risultano essere prove attendibili ma semplice corrispondenza con
altri letterati o collaboratori; comunque allargano il raggio d’azione delle indagini al Molise. Qui Giovanni Mazza, Regio Giudice del Circondano di Morcone, all’una di notte in Sassinoro, insieme al Cancelliere sostituto, - Sig. Piombo, e con testimoni, si presenta all’Arciprete Don Anacleto de Giorgio, del fu Leonardo, di Morcone, di anni 29, anch’egli coinvolto nelle indagini e successivamente arrestato perché corrispondente dello Zaccaro. Negli interrogatori l’Arciprete riferisce sulla sua relazione di amicizia con
Lorenzo, al tempo rettore del seminario di Boiano, e sulla collaborazione offertagli
unicamente per la distribuzione delle sue opere. Quale rettore del seminario Lorenzo ebbe contatti epistolari con molti presuli del luogo, quali, ad esempio, il vescovo Monsignor Ricciardi e il successore alla direzione del seminario, Don Tito Bucci. Don Anacleto ricorda che il Sig. Zaccaro è molto dedito al gioco del lotto ed a tale oggetto findaché stava in Boiano era nel numero de’ gabalisti per indovinare i numeri; avea le sue regole e spesso giocava...e come nelle sue lettere facesse note di numeri di gabale, di vincite al lotto... di regole per ricavare i numeri (37). Nell’incartamento relativo all’attentato contro il Re c’è anche un Sunto della processura pel sacrilego attentato dello empio Milano, non datato, che riporta note dettagliate su tutti i cospiratori arrestati, e che fornisce interessanti elementi biografici. Dallo stesso, però, non si evince né la durata delle indagini, né il periodo complessivo di prigionia del prete, che, comunque, non fu lunghissimo (38). Concludiamo il ritratto di Lorenzo Zaccaro proprio con la nota a lui riferita in questo Sunto che, sebbene associata ad un presunto reato, pure ne risalta le doti intellettuali ed il temperamento.
Di questo prete tenace e liberale si perde ogni traccia dopo l’inchiesta penale a suo carico. Dal 1857 in poi non ci sono notizie sulle sue attività, fatta eccezione per la pubblicazione di altre opere, né si conoscono particolari sulla sua morte. E’ certo, comunque, che Lorenzo Zaccaro ha fornito un contributo non marginale alla pedagogia italiana ed è stato, a suo modo, sicuramente partecipe del fermento e della coscienza patriottica e libertaria nel Risorgimento. Un figura “minore” che ha tentato energicamente di infondere consapevolezza sociale al popolo di cui, non a caso, si professò pubblicamente amico.

D. Lorenzo Zaccaro, di Gaetano, di anni 46, sacerdone di S. Lorenzo Bellizia in Calabria: stabilito in Napoli, salita Concordia, n°8. Di caldo temperamento, ha fatto da maestro in vari seminari del Regno. Si annunzia professore di letteratura, e pubblica varie opere grammaticali e di estetica, acquistate con trasporto per le province da tutti coloro che hanno sentimenti liberali, co’ quali si corrisponde sull'oggetto. E’ di abilità. Ritrae da tali associazioni letterarie lucrosi proventi pecuniari. Arrestato. Negativo nell’interrogatorio. E’ nel carcere della Concordia. Richiamò attenzione per sospetto dl aver avuto contatti col latitante Antonio Nocito del quale era amico, ed insieme si son veduti passeggiare, soprattutto nel giorno che con lui ed altri aveano complottato fermare per Toledo la sua Carrozza Censurabile per attacco illecito con donne. Reperto fatto a suo carico di libri vietati e di una falsariga su la quale sono scritte in Francese, e di carattere non suo, frasi di grave senso sedizioso. Secondo le rivelazioni di un soldato del 1° Cacciatori diede a costui il sacrilego mandato di attentare con colpo di fucile contro la Sacra persona del Re, e mostrato, ne’ discorsi sediziosi di essere corteo nella cospirazione. Come corrispondenti Intimi del medesimo, trovansi anche arrestati nelle rispettive province l’arciprete di Sassinoro D. Anacleto de Giorgio e D. Pasquale Gioia di Cassano, le cui lettere sorprese presso Zaccaro esprimono una misteriosa voluta intesa. In seguito scarcerati per ordine superiore.


Note

1 Questo dato è stato fornito da Domenico Cerchiara, sindaco di San Lorenzo Bellizzi da 1977 al 1988

2 Carte particolari del Re: compendio del processo contro Agesilao Milano, Nicola Mignona, Mariano delli Franci e altri. Stato dei detenuti per reità politiche. vol. III: Prospetto di ciò che offre la processura sul conto di ognuno degli imputati, Napoli 1857, Archivio Borbone.

3Nella prefazione de Progetto di una radicale riforma delle istituzioni filologiche ed estetiche letterarie estratto dalla prefazione del nuovo corso di filologia razionale e di estetica applicata alle lettere, Napoli 18.., l'autore fornisce in prima persona alcuni riferimenti biografici assi utili circa gli studi compiuti (Per un incidente fortunato fin dal 1844 mentre attendeva agli studi filosofici, ... p. IX), il giornale politico l’Amico del Popolo, la sua attività di insegnante e pedagogo, la metodologia applicata all’insegnamento delle lingue straniere, nonché la sua esperienza all'Istituto de Pamphilis, particolari di cui in seguito.

4 L’Amico del Popolo, NapoIi, 1 febbraio 1848, pp. 1-2.

5 Ibidem

6 Ibidem

7 Ivi, p. 5

8In Carte particolari del Re: incartamento relativo al sacerdote D. Lorenzo Zaccaro di S.Lorenzo in Bellizia, detenuto nel correre de’ preti della Concordia in Napoli, di fogli 63, Napoli, Archivio Borbone, è contenuta l'intera azione giudiziaria intrapresa nei confronti del prete accusato di cospirazione contro il Re Ferdinando II.

9 L’Amico del Popolo Giornale Politico Quotidiano, Napoli 2860, n. 1,3, Archivio Borbone, inventario n.2569.

10 Vedi nota 3.

11....di questa maniera d istituti privati che dal 1830 in poi levarono fama di sé, fra tanti, io chiederò quello del cav. de Pamphilis, nome caro al popolo napoletano, il quale venera in lui, la fede incrollabile nella efficacia della educazione, la operosità infaticabile della mente, la generosità costante del cuore. la onestà singolare della vita interamente spesa alla ricerca del meglio ed al sacrifizio il sé per il bene altrui. Era un istituto completo di lettere. scienze e belle arti, che abbracciava istruzione ed educazione, un corso graduato di studi ed un Pensionato ove i giovani ricevevano la educazione morale, civile e religiosa. Vedi G. Nisio. Della istruzione pubblica e privata in Napoli dal 1806 anno al 9871, Napoli 1871, p 45 12

12 L. Zaccaro, Prefazione a Progetto di una radicale riforma delle istituzioni filologiche ed estetiche..., Napoli, 18.., p.xx.

13 Ibidem

14 Queste novità non andavano a genio d’un governo, che dovea reagire, conculcando ogni legge i ed umana. lo era scrittore di due giornali politici neI 48: lo avea schiuso una via per imparare più lingue in pochi mesi, e far tesoro di tanti anni sciupati a beneficio delle scienze: io era un uomo pericoloso alla pubblica istruzione, che avea ricevuta la missione di abbrutire la gioventù: io fui colpito dall’anatema scagliato da quel cane Di Francesco Saverio Apuzzo Vicepresidente della pubblica Istruzione, ed obbligato a non far parte della società, che avea affidato tutto il peso della direzione e de’ metodi alle mie spalle. Uscito io, il metodo cessò pari tempo: nuovi uomini, se non di fiducia, tollerati dal governo, o per volontà, o per necessità distrussero l’opera sì bellamente iniziata, e non ne restò che una rimembranza molto cara a quel giovani, che ne profittarono, e che tuttora ne fanno gloriosa testimonianza. Alcuni impostori e sedicenti precettori Hamiltoniani contribuirono a screditarlo, non corrispondendo i fatti alle promesse, ibidem

15 La legge Boncompagni del 1848, frutto di lunghi ed accurati studi e di ampie discussioni, dava una nuova disciplina all'istruzione italiana ispirandosi a quei nuovi principi di diritto pubblico che miravano a contemperare la più chiara coscienza dei doveri dello Stato con le giuste esigenze del liberalismo, ridimensionando le scuole private a favore di quelle pubbliche.

16 Ibidem

17 Per l'universalità dei principi!, per l’eccellenza del metodo, per la verità delle nomenclature, per l’esattezza del definire e per le adeguate classificazioni. Vedi L.Aliquò-Lenzi, F. Aliquò-Taveritti, Gli scrittori calabresi. Voi. 3, 1955, p.326

18 L. Zaccaro, Mali presenti della Pubblica Istruzione ne! Regno d’Italia. Cause - Rimedi,. ..18..

19 L. Aliquò-Lenzi, F.Aliquò-Taveritti, ibidem

20 Il figlio del Trisolini, Tito, appare nell’elenco dei mille che sbarcarono a Marsala con Garìbaldi l''11 maggio I 860, elenco fornito dal Ministero della guerra e pubblicato ne "il giornale Militare" nel 1864.

21 Il 10 ottobre 1 825, con Decreto del Re Francesco I, la Società Pontaniana di Napoli venne ribattezzata " Accademia Pontaniana” come fu in origine, ai tempi del poeta ed umanista Giovanni Pontano, che la fondò nel secolo XV. Dal 1826, sotto la direzione di
Ferdinando Visconti, per questa associazione di letterati e scienziati ebbe inizio un lungo periodo dì fervida attività, testimoniata dalla pubblicazione regolare di Atti. Dopo attenta ricerca sia negli Atti che nei Rendiconti dell’Accademia, questi ultimi veri e propri registri (anche contabili) dei lavori, non sono emersi contributi specifici dell’autore: Lorenzo non scrisse per la società ma fece solo dono di alcune delle sue opere, come era consuetudine dei letterali del tempo: in Atti dell'Accademia Pontaniana, 1852, voI VII, parte I. pag. XVI il segretario perpetuo dell’Accademia, Giulio Minervini afferma che: la nostra biblioteca si accrebbe in questo anno.. pei doni de’ Signori ... Ab. Lorenzo Zaccaro. Sono stati consultali i volumi disponibili degli Atti a partire dall’anno 1852 al 1880, es cluso le annate 1857, 1858, 1859,1860,1861,1863, dal 1865 al 1877, e dei Rendiconti degli anni 1857,1958, 1859, 1861, 1862, 1863, 1864, 1868. Comunque gran parte del materiale reperibile presso l'Accademia Pontaniana di Napoli è andato perduto a seguito di un incendio dopo la II guerramondiale.

22 Carte particolari del Re: incartamento....., foglio 45

23 Ivi, foglio 12 del 2 gennaio

24L. Zaccaro, Rivista storico - critico - filosofica della grammatica, rettorica e poetica delle scuole con la proposta di una riforma radicale conforme a’ bisogni del secolo. Napoli, Tipografia F.lli De Angelis, 1865, in 8°, p.2.

25 Il retro delta copertina de Libro elementare di lingua latina, riporta l’elenco completo delle ‘opere di Lorenzo Zaccaro che trovansi vendibili strada Concordia n°8 e nella tipografia strada nuova de' Pellegrini n° 7 e 8

26 A causa dei numerosi contatti epistolari intercorsi col prete, gli ultimi due saranno coinvolti nelle indagini sull’attentato al re Ferdinando Il. Presso I’Archhio di Stato di Napoli, sezione Borbone, è possibile consultare l'incartamento completo relativo alle indagini su Lorenzo e su altri accusati, materiali che forniscono, sia attraverso testimonianze varie, sia attraverso le stesse parole del prete, un prezioso contributo in la ricostruzione del periodo trascorso a Napoli. Dalle stesse è emerso un suo ritratto, forse l'unico esistente, nonché particolari sulle sue abitudini come la passione per il lotto e le cure omeopatiche.

27Riportiamo una sintesi della vicenda tratta dal materiale storico disponibile sul sito http://www.cronologia.it
L' 8 dicembre del 1856, a Napoli, al Campo di Marte, AGESILAO MILANO di S. Benedetto Ullano nel Cosentino, soldato del 30° battaglione Cacciatori, mentre FERDINANDO II passava in rivista le truppe, usciva dalle file e vibrava un colpo di baionetta al sovrano ferendolo leggermente. IlMilano, fervente seguace delle dottrine mazziniane, non aveva complici, ma la polizia volle vedere nell'attentato il frutto di una cospirazione e procedette a numerosi arresti, specie in Calabria: qui furono arrestati e tradotti a Napoli quasi tutti gli studenti della provincia di Cosenza che erano stati alunni del Collegio di S.Demetrio Corone, dove aveva studiato l'attentatore Milano, e tutti sospetti di complicità, fra cui notiamo il dottor LELIO GATTI, i fratelli GENTILE DI PAOLA, i fratelli del
Milano, TEMISTOCLE ed EUGENIO CONFORTI, CARLO DE ANGELIS e DOMENICO MARCHESE. Furono espulsi dal corpo dei Cacciatori cinquantasette tra soldati e sottufficiali, quasi tutti calabresi; due soldati, GIUSEPPE MENDICINI e VITO ANGELO TANGOR furono costretti, torturandoli, a fare delle rivelazioni false, in base alle quali furono arrestati tre preti, don LORENZO ZACCARO, don STANISLAO MARCHIANI e don ANTONIO GRADILONE, ed altre persone, GIUSEPPE MARCHIANÒ, DOMENICO FRANCALANZA, ORAZIO RINALDI, DOMENICO DE STEFANO, IGINO MIRARCHI, i quali - eccettuati i sacerdoti, presto rilasciati, languirono in carcere fino al 1860. AGESILAO MILANO condannato a morte, fu impiccato la mattina del 13 dicembre del 1856 e morì gridando Viva Italia e libertà !

28 Montecalvario e San Ferdinando, compresa tra via Toledo e corso Vittorio Emanuele, alle spalle di piazza Municipio; si tratta del dedalo di vie - più noto come "quartieri spagnoli". Lorenzo fu rinchiuso nel temutissimo carcere annesso alla chiesa omonima, pigione notoriamente destinata ai debitori, citata spesso anche nella letteratura popolare e colta. Vedi R. Marrone, Le Strade di Napoli, Roma 1996, p.246.

29 Commessione d'istruzione, Processura su la cospirazione per attentare alla Sacra Persona del Re e per mutare la forma del Governo reale; sedizione di soldati; pagamento di stampe sediziose ed associazione in vari mesi del 1856 In Napoli ed in Calabria a carico di: Attanasio Drammis di Giuseppe di anni 30 di San Giorgio in Calabria, ex gendarne; Antonio Nocito di Spezzano Albanese, latitante; Domenica Francalanza, di Gregorio di anni 23. Rossano, studente in medicina; Domenico de Stefano, di Cesare, di anni 24 di Rossano studente in Napoli; Orazio Rinaldi, di Andrea; di Spezzano Albanese, di anni 26, studente in Napoli; Giuseppe Marchiano, di Nicola, di Spezzano Albanese, di anni 27, studente in Napoli; Giuseppe Mendicini, di Giambattista di anni 26, ex servizio del 3° Cacciatori; Vìtangelo Tangor, fu Francesco, di anni 25, di Grottole in Basi licat a, ex soldato 3° Cacciatori; Stanislao Marchi ano, prete di rito greco, di Francesco, di anni 30, di San Sofra in Calabria; D. Lorenzo Zaccaro, prete di San Lorenzo Bellizzi, di anni 42, dimora in Napoli; D. Alessandro Mauro, fu Angelo, di annI 40, di San Demetrio, detenuto in Cosenza; D. Lelio Gatti, fu Rocco, di anni 30 medico di Cosenza; Carlo De Angelis, fu Giuseppe, di anni 37 , proprietario di Cosenza; Domenicantonio Marchese, fu Leopoldo, di anni 19, proprietario di Macchia in Calabria; Alfonso e Isidoro Gentile, di Domenico, di anni 25 e 23, di Paola, studenti; Eugenio e Gaspare Conforti, fu Leopoldo, di anni 38, il primo medico e l'altro di 27, di San Benedetto Ullano; Guglielmo e Donato Tacci, di
Andrea, il primo di anni 30 di san Cosmo, il secondo di 24, latitante; Gerardo Dorey Mosciaro, di Ercole, di anni 22, di San Benedetto Ullano, soldato del I° Granatieri; Ferdinando Sarro, chierico di San Benedetto Ullano.

30 Lorenzo Zaccaro di San Lorenzo Bellizzi in Calabri, sacerdote, trovato in possesso di Iettere e stampe dal contenuto sedizioso. Frequentava casa Nocito, con il quale si incontrava giornalmente per passeggiare in via Toledo. Vedi D. Capecelatro Gaudioso, Retroscena e responsabilità dell’attentato a Federico II di Borbone, Napoli, 1975. p .150

31 Carte particolari del Re: incartamento .... fog lio 1.

32 lvi, foglio 7del 13 gennaio

33 A altre domande ha risposto che la notizia dell’attentato sacrilego commesso dal Milano era definita dallo Zaccaro come un' infamia e ..., ricorda che un tale D. Gaetano Marsico di Potenza recò a leggere allo Zaccaro un sonetto stampato in lode di sua maestà..., ivi, foglio 10 del 23 gennaio.

34 Il prete disse a Ricciardi dipendere da lui la sua sorte e di fare come tanti altri suoi compagni, cioè di esser segreti come il Milano, che non ha svelato cosa, anche andando incontro al supplizio; perché noi altri ci contentiamo piuttosto di morire che parlare. Dopo di che egli die' due piastre; soggiungendo che vi erano per per lui duemila piastre se egli giurava di non dir nulla, ed avendolo avendolo rassicurato il Ricciardi sulla Vergine, il prete lo assicurò che nel 10° Lanciatori vi era un altro soldato pronto a fare lo stesso di Milano, il quale non già con colpo di baionetta, ma con fucile carico avrebbe ucciso il Re; concludendo che laddove fallisse anche quella del 10° il colpo doveva farlo egli a Gaeta, ed immantinenti la società gli avrebbe pagati i duemila ducati, e lo avrebbe nominato uno dei primi generali...ivi, foglio l2 del 2 gennaio.

35 Verrà il tempo che deve finire... E come! Non si trova un altro come Milano.., ora non si fanno chiacchiere come nel ‘48, ma fatti. Vedete che fa Agesilao Milano. A Messina erasi fatta una dimostrazione ed il Re vi voleva mandare polvere e carabine ma gli sono rimaste in gola per la esplosione del naviglio E già tra il costo di questo e l’altre rotte è andato via un milione, vedete quanto costa Milano. Ricordatevi quello che vi dico, tutto andrà a finire tra breve. Nel '48 furono spauracchi, nel ‘34 il colera, nel '856 un principio sordo, ed il 1857 per Ferdinando Il è un anno gobbo. Vedrete che farà la morte di Agesilao. L’affare del vagone incendiato è nulla a fronte di ciò che deve venire scoppiando i gassometri e balzando in aria la reggia..., ivi, foglio 16 del 3 marzo.

36 Richiesto il sig. Arciprete a dare le sue spiegazioni quanto ai rapporti da amicizia che lo avvi ncono al sig Zaccaro.., ha risposto che egli servì da Segretario al defunto Vescovo di Boiano (Monsignor Ricciardi) fin dal 1849 ed era onorato della fiducia di quel rispettabile prelato: che a novembre 1852 dietro trattative esercitate presso il detto Vescovo, pervenne colà esso Zaccaro in qualità di Rettore del seminario; epperò fu naturale che si fosse stretto allo stesso in relazione di amicizia. Frattanto, presso alla Pasqua del successivo anno 1853 il medesimo allegando che l’aria di Bojano non si affaceva alla di lui salute, pensò di ritirarsi a Napoli, come praticò. E poiché il dichiarante si era adoperato a procurargli nella Diocesi diversi associati all’opera del Zaccaro, data a stampa, intitolata Nuovo corso di letteratura elementare così nel partire lo interessò a voler curare la distribuzione de' fascicoli per gli associati,
esigerne lo importo e farglielo pervenire a Napoli. Di qui la ragione principale della corrispondenza con lo stesso, confermato dai fatto poiché come si osserva, tutte le

37 lettere versano principalmente su tale tema.

38 Ivi, foglio 45 del 17 gennaio
Vedi nota 27

Opere di Lorenzo Zaccaro

- Cenno critico sulle facoltà dell’anima umana da precedere all’analisi
dell’immaginazione, Opera di Lorenzo Zaccaro, Napoli 1841, Tipografia di G.Barone

- Cinque minuti di passatempo. Opuscolo pubblicato per cura del sacerdote Vito Aprea,
Napoli 1843, Tipografia Sangiacomo

- La scienza dei primo comporre , 1845

-Alcuni (s)chiarimenti intorno alla scienza della composizione prima, Napoli 1846,
Tipografia A. Trani

- Risposta di Lorenzo Zaccaro alla proposta di principii fondamentali per lo studio della
filosofia, Napoli 1847, Tipografia Trani
L’amico del Popolo, catechismo della costituzione delle due Sicilie, Foglio periodico,
Napoli 1848

- Libro elementare di lingua latina graduato secondo il metodo Hamilton per Leonardo
Tafrl, Napoli 1849, (1857)

-Nuovo corso di letteratura elementare diviso in due grandi parti: parte grammaticale, o
delle parole, parte estetica, o dei concetti, Napoli, voI. 1(1851), voI. 11(1852), voI. ifi
(1853), voI. IV (1854), stamperia Strada Salvatore

-Nuova teoria dei giudizii estratta dal secondo volume del nuovo corso di letteratura
elementare, Opera del sacerdote Lorenzo Zaccaro, Napoli 1853, Stamperia Strada
Salvatore n° 41

-Nuova grammatica ragionata per la lingua italiana, secondo i principi! del nuovo corso
di letteratura elementare di Lorenzo Zaccaro, ridotta a dialogo dallo stesso autore, voll.
2, Napoli 1854, Stamperia Strada Salvatore n°41, 2a ediz, in un volume in 120 1854-SS,
3a ediz. 1856

- Corso compiuto di estetica applicata alle lettere, vol. IV-VI , Napoli 1854-55. Stamperia
Strada Salvatore poi Tipografia di N. Mencia

-Introduzione allo studio della filosofia ossia preliminari intorno all’obbietto determinati
ed al metodo della filosofia sotto il rapporto del psicologismo et ontologismo, definizione
e partizione della medesima per opera di Lorenzo Zaccaro, Napoli I855, Stamperia
Strada Salvatore n°41

-Introduzione allo studio della lingua latina, ossia saggio di una nuova grammatica latina
ragionata, Parte I, voI. I°, Napoli 1855, (1858) Tipografia di Gemelli, (in tutto tre
volumi)

- Nuova grammatica latina ragionata ridotta ad uso speciale dei fanciulli da Giuseppe
Vago, voi. J, Napoli 1856, Tipografia Trani

-Nuova grammatica ragionata per la lingua italiana... compendiata da Giulio Canonico
Mucci, Napoli 1856 (1864), Tipografia Trani

- I Pseudopoeti ed i Pseudogrammatici, un volumetto in 12°, Parte I - I Pseudopoeti,
Napoli 1856

-Versione italiana de “Dell’Educazione dei fanciulli” di Giovanni Locke, tradotta da
Vincenzo Salvatore, con noie di Lorenzo Zaccaro, Napoli 1857

-La metodologia per lo studio delle lingue in cui si danno i principi e la pratica per
imparare a parlare e a scrivere in men di un anno una o più lingue e specialmente la
italiana, latina e greca, inglese e francese, opera utile e necessaria a tutti i Precettori di
lingue, Napoli 1857, Stamperia Di Domenico

-Introduzione allo studio della lingua latina ossia Saggio di una nuova grammatica latina
ragionata divisa in tre parti cioè 1° lessigrafia, 2° etimologia, 3°sintassi regolare e
figurata..., seconda edizione corretta e migliorata, Napoli 1858, Stamperia Di Domenico

-Nuova grammatica ragionata per la lingua italiana di Lorenzo Zaccaro compendiata da
Giulio Canonico Mucci di Sepino ad uso speciale dei fanciulli, seconda edizione
accresciuta e migliorata, Napoli 1859 (1864), G. Sautto

-Nuova grammatica ragionata per la lingua italiana, 2° edizione, 3° vol. in 12°, Napoli
1859, Tipografia Di Domenico

-I Dialoghi politici per istruzione del popolo, 1860

-Nuovo corso di letteratura, Napoli 1861, F.IIi Morano

Dialoghi politici, Napoli 1862, Tipografia F.lli De Angelis
-
-Sulla Pubblica Istruzione, Napoli 1862

-L’episcopato italiano e l'Italia, Napoli 1863, Tipografia F.lli De Angelis

-Lessigrafia superiore della lingua italiana, ossia trattato della variazione, derivazione e
composizione delle parole italiane. Primo passo allo studio dell’ alta Grammatica,
Napoli 1864, Tipografia F.lli De Angelis

-Analisi logica della proposizione o logica de’ fanciulli, Napoli 1865, Tipografia F.lli De
Angelis

-Rivista storico - critico -filosofica della grammatica, rettorica e poetica delle scuole con
la proposta dì una riforma radicale conforme a’ bisogni del secolo, Napoli 1865
Tipografia Fili De Angelis, in 8°

Manuale di letteratura italiana / per Lorenzo Zaccaro, Firenze 1880, Pietro Giacchi, 2°
ediz.

-Mali presenti della Pubblica Istruzione nel Regno d’Italia. Cause - Rimedii,... 18.., in 4°

-L’ Ortodosso, diretto da Giosuè Trisolini

-Progetto di una radicale riforma delle Istituzioni filologiche ed estetiche letterarie estratto dalla prefazione del Nuovo corso di filologia razionale e di estetica applicata alle lettere, Napoli 18.
-
-Nuovo corso di letteratura elementare, tre grossi volumi in 80. Napoli 18..

-La Filotea ossia Introduzione alla vita divota, di S. Francesco Sales, Napoli 18..

-Discorso in occasione dell’apertura dell’istituto de Pamphilis, Napoli 18.. Bibliografia

- Almanacco reale del Regno delle due Sicilie, Napoli 1854, 1855

- Atti dell'Accademia Pontaniana

- Rendiconti dell’Accademia Pontaniana

- Ministero dell’interno, Pubblicazioni degli Archivi di Stato, XLIV, Archivio Borbone, Inventario, a cura di Amelia Gentile, Roma 1972

- Elenco dei laureati in ogni facoltà della Regia Università degli Studi nel 1843. Napoli, Archivio di Stato

-Sacrileghi allentati contro l’augusta persona del Re da parte di Agesilao Milano, 8
dicembre 1856, voI 1: Istruzione compilata dalla commessione su I'attentato sacrilego commesso dallo
empio Agesilao Milano, di fogli 229,

voI. II: Incartamento contenente la istruzione redatta in Cosenza da! Commissario di Polizia ivi delegato per le indagini sul sacrilego attentato commesso dall’empio Agesilao Milano, di fogli 74,
vol. III: incartamento relativo al sacerdote D. Lorenzo Zaccaro di S. Lorenzo in Bellizia,
detenuto nel carcere de’ preti della Concordia in Napoli, di fogli 63., Napoli, Archivio
borbone, inventario, n° 960

- Segnalazioni telegrafi che. Indirizzi diversi per il Re. Indirizzi della Compagnia di Gesù, 7 gennaio 1857, Napoli, Archivio borbone, inventario, n° 960

-Carte particolari del Re: compendio del processo contro Agesilao Milano, Nicola-Mignona, Mariano delli Franci e altri. Stato dei detenuti per reità politiche, 1857,-Napoli, Archivio borbone , inventario, n° 960

- Sacra Patrimonia dell’Archivio Storico Diocesano di Napoli

- Aliquò-Lenzi,Luigi - Aliquò-Taveritti, Filippo, Gli scrittori calabresi. Vol.3, 1955, p.326

- Capecelatro Gaudioso, Domenico, Retroscena e responsabilità dell’attentato a Federico II di Borbone, Napoli 1975

- Ferrari, Luigi, Onomasticon, Repertorio Biobibliografico degli Scrittori Italiani dal 1501 al 1850, Mi 1947

- Marrone Romualdo, Le Strade di Napoli, Roma 1996

- Mendella Michelangelo, Agesilao Milano e la cospirazione antiborbonica dc 1856, Napoli 1974

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- Pinto Luigi, Indice dei lavori dell’Accademia Pontaniana pubblicati dal 18I0 al 1910, Napoli 1911 (1990)

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Fonti internet

/www.aib.it

www.archivi.beniculturali.it
www.cronologia.it
www.opac.sbn.it
www.pontaniana.unina.it