BOLIVIA

 

 

IL MIO PERCORSO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bolivia
Paese senza sbocco sul mare, la Bolivia è considerato il Tibet delle Americhe - il territorio più alto e isolato di tutte le repubbliche latino-americane. è anche il paese che meglio conserva la cultura tradizionale, con oltre il 50% della popolazione che ancora ne osserva i valori e le credenze. La Bolivia è uno dei paesi più poveri dell'America Latina, ma le sue colorite culture indigene, i suoi paesaggi andini mozzafiato e i resti di misteriose antiche civiltà la rendono la più ricca ed emozionante destinazione per i viaggiatori avventurosi ed indipendenti.

La Bolivia non è un paese caro. Chi viaggia con pochi soldi calcoli di spendere circa US$15 al giorno; mentre chi sceglie alberghi più comodi e mangia al ristorante non spenderà molto più di US$20-30 al giorno. Per vivere con tutti i comfort si spendono più di US$35 (e si potrà facilmente raggiungere le cifra di US$150). Di norma la miglior valuta da portare è il dollaro americano, che è la sola valuta straniera accettata in tutta la Bolivia. La moneta dei paesi confinanti può essere cambiata nelle zone di frontiera e in alcune casas de cambio di La Paz. Tutte le casas de cambio cambiano i dollari in contanti e alcune anche i travellers' check. Spesso la valuta si può anche cambiare in agenzie di viaggi, gioiellerie, negozi di elettrodomestici e farmacie. Quando cambiate chiedete banconote di piccolo taglio perchè ci sono sempre difficoltà con i resti. Nelle città più grandi si possono usare le carte di credito.

Visto:
le normative cambiano spesso, ma attualmente i cittadini italiani possono rimanere nel paese per 90 giorni a scopo di turismo senza bisogno del visto. La durata del soggiorno può comunque essere prolungata rivolgendosi agli uffici per l'immigrazione presenti nelle principali città. Tutti i viaggiatori devono presentare un certificato di vaccinazione contro la febbre gialla.

Consigli:
amebiasi, mal di montagna, colera, epatite, febbre gialla, malaria, malattia di Chagas, rabbia e tifo



Jaime SAENZ


Jaime Saenz
e la solitudine del mondo boliviano

Dai bassifondi di La Paz, a vent'anni dalla morte,
Riavvivare la memoria di un mito della letteratura latinoamericana

Jaime Saenz (La Paz 1921-1986), voce inconfondibile della Bolivia andina, trascorse l'intera esistenza a La Paz, da cui si allontanò soltanto per un viaggio in Germania nel 1938. Anticonformista e senza professione, preferì i bassifondi della città indigena e meticcia ai circoli letterari ufficiali. Outsider della letteratura latinoamericana, mito per le giovani generazioni boliviane, poète maudit, aparapita e stregone. Ha pubblicato: El escalpelo (1955), Muerte por el tacto (1957), Aniversario de una visión (1960), Visitante profundo (1964), El frío (assieme a Muerte por el tacto e Aniversario de una visión, 1967), Recorrer esta distancia (1973), Obra poética (1975), Brickner e Las tinieblas (1978), Imágenes paceñas (1979), Felipe Delgado (1979), Al pasar un cometa (1982), La noche (1984), Los cuartos (1985). In Italia è stata tradotta la sua raccolta di versi Percorrere questa distanza (Crocetti Editore, 2000, collana Lèkythos 30). "Felipe Delgado, Crocetti Editore 2001, collana Cosmos diretta da Martha Canfield. Pubblicazioni postume: Vidas y muertes (1986), La piedra imán (1989), Los papeles de Narciso Lima-Achá (1991), Obras inéditas (1996), Recorrer esta distancia, Bruckner e Las tinieblas (1996).



Nessuno ama
Nessuno ama e sono le cose che amano,
quando guardo il mondo e i venti, suntuoso batte il mio
cuore nell'angoscia

vedo gli esseri soli e straniati dal mondo, esploro
e arrischio per loro sul nascere
e non amano e non vogliono restare, transitano ed io sono
il loro unico amico.

Fin dalla solitudine le cose mi amano, in questa sterile
regione io mi lamento per non ascoltare il tuo sospiro
e non essere acqua per non guardare il suono,
e mi lamento per il sofisma che m'impone l'amore
che le cose mi portano;

ascolto il mormorio con cui si amano
e si perde nei vuoti che hai lasciato al tuo passaggio.
Mi nascondo nell'immobilita'
e a me ti aggrappi, e mi muovo e te ne vai
- e si sorridono le cose, il corno e la tromba, e cantano
canzoni.


note biografiche e testo riassunto da www.crocettieditore.com



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