FLORA E FAUNA DEL POLLINO

Il Paesaggio. Geograficamente, il Pollino è un massiccio montuoso situato ai confini tra Basilicata e Calabria. Mentre il versante Calabrese si presenta aspro e derupato, quello Lucano si apre con pendici più dolci in un ampio ventaglio solcato da valli fluviali. La peculiarità dell'ambiente e del paesaggio ne fa un luogo unico. La neve che copre le cime e i pianori più alti per vari mesi all'anno, faggete e cerrete ricche di sorgenti e fontane naturali, infinite grotte carsiche e parete di roccia verticali, orridi e gole; e infine, masserie che non di rado si inerpicano sino ai mille metri di quota in un inedito paesaggio agrario d'alta montagna.
La Flora. Per la presenza contemporanea di specie mediterranee e di quelle tipiche dei paesaggi montani più freddi, la flora del Pollino è ricca di specie erboree e arbustive e comprende decine di endemismi di alto valore scentifico, in qualche caso esclusivi del massiccio. Tra questi è il caso del Pino Loricato, un vero fossile vivente che sopravvive alle più alte quote e fortissimi antagonismi nel contesto ambientale: viene infatti insidiato dal faggio, e solo il pascolo delle greggi che rade al piede i virgulti di quest'ultimo ne garantisce la riproduzione e la crescita. Come una "star"del cinema, è l'albero fose più fotografato d'Italia. il suo maestoso ed elegante portamento non riesce a nascondere la sofferenza di stagioni invernali durissime. La corteccia è formata da scaglie che ricordano le piastre metalliche delle loriche, le antiche corazze dei Romani; per questo l'albero ha preso il nome di pino loricato.
Nel 1571 così scriveva Gabriele Barrio sull'origine del nome Pollino: "Si eleva un alto monte, il Pollino, così detto da "poleo" perché sembra sia ricco di ottime erbe utili in medicina".
Il Pollino è ricco non solo di erbe officinali, ma anche di numerose altre entità floristiche. Attualmente non esiste un elenco floristico che comprenda tutte le specie presenti nell'area del Parco. Alcuni autori hanno dato il loro contributo solo per piccole aree all'interno del Parco. Bonin nel 1968 ha censito sulla catena del Pollino in senso stretto, un patrimonio floristico di 710 taxa. Considerando i limiti ampi del Parco, facilmente si può ipotizzare che in esso vi siano presenti oltre 1.500 taxa. Ad esempio, studi recenti di Maiorca e Spampinato (1993), confermano per la sola valle dell'Argentino 846 taxa.
La ricchezza floristica del Pollino anche se non del tutto nota e studiata, riveste una notevole importanza legata alla varietà degli ambienti, i quali presentano specie le più diverse tra loro, appartenenti alla maggior parte delle famiglie della flora italiana. Le notevoli differenze altitudinali dei vari ambienti offrono habitat diversi con una innumerevole varietà di specie vegetali. Si va ad esempio dalle valli del Raganello 250 m. s.l.m., alla valle del Sinni 360 m s.l.m., fino ai 2.267 m. s.l.m del Dolcedorme, dai tipici ambienti delle fiumare caratterizzati dalla intricata macchia mediterranea, fino agli ambienti cacuminali con i tipici pascoli di altitudine ed i brecciai del versante Nord del Pollino, da Gravina del Diavolo alla Montea.
Sul Pollino esiste un ridotto contingente di endemismi rispetto ad altri gruppi montuosi dell'Appennino, solo una percentuale del 2,5 %, a causa delle peculiarità geografiche ed ambientali, che comunque determinano una notevole ricchezza di specie. Tra queste specie endemiche si ricordano
Endemiche esclusive del Pollino: Hanno una diffusione assai limitata, come ad esempio Hieracium portanum presente solo all'interno del Parco.
Endemiche esclusive dei rilievi calabro-lucani: Ad esempio Achillealucana (vive in ambienti rupestri nell'area del Parco e poche altre localitàdella Basilicata), mentre Achillea rupestre vive nel settore collinare del Parco.
Endemiche dell'Appennino meridionale: Arum lucanum, Senecio tenorei, Thalictrum calabricum, Campanula fragilis, Erysimum majellense, Stipa austro-italica, il raro Ptilostemon niveus presente su ghiaioni e pendii aridi e pietrosi, Ophrys fuciflora subsp. pollinensis.
Endemiche dell'Appennino centro-meridionale: Gentianella columnae, Saxifraga porophylla, Ajuga tenorei, Acer lobelii.
Endemiche con areale incluso nell'intero Appennino: come ad esempio Linaria purpurea var. montana.

La Fauna. L'articolazione del massiccio del pollino in picchi e vette, vasti pianori d'alta quota e scoscese parete rocciose, la sua immensa ricchezza di formazioni veggetalie di acque, che costituiscono altrettanti preziosi habitat, sono alla base dell'originaria ricchezza e diversità delle popolazioni animali, caratterizzate dall'esistenza di numerose specie di grande interesse faunistico ed ecologico. Tra quelli ancora presenti ricordiamo il picchio nero, l'aquila reale, il gufo reale, l'avoltoio degli agnelli e vari specie di folconiformi, e inoltre il capriolo appenninico, la lontra il gatto selvatico e il lupo, di cui si contano circa 30 esemplari dei 100-150 rimasti in Italia. L'attuale consistenza faunistica del pollino è comunque stimata pari al 10-15 per cento del potenziale biotico, con differenze molto forti da specie a specie. Quindi il compito principale per il parco è quello della ricostruzione del patrimonio faunistico attraverso la creazione di riserve naturali, la regolamentazione e riqualificazione dell'attivita' venatorie nelle aree esterne