In tutto il comprensorio del Parco Nazionale del Pollino la festa universalmente riconosciuta come caratterizzante l'intero orizzonte religioso, magico e simbolo della popolazione che vive ai piedi del massiccio è la festa della Madonna del Pollino e coinvolge tutte le comunità sia lucane che calabresi proiettandosi ben oltre il confine delle due regioni, come testimonia l'afflusso di migliaia di fedeli, turisti e semplici curiosi che si mescolano alle donne anziane, spesso nei loro variopinti costumi albanesi, le quali garantiscono alla manifestazione la sua anima più genuina e arcaica. La festa si svolge in tre momenti distinti: la prima domenica di giugno la Madonna del Pollino viene trasportata in processione dal paese fino al Santuario settecentesco eretto in suo onore sull'orlo di una rupe, appollaiato come un nido d'aquila. Il primo fine settimana di luglio si svolge la festa vera e propria con una lunga, variopinta e disordinata processione sul pianoro attorno al Santuario e nelle aree vicine che culmina col tradizionale incanto che assegna simbolicamente la statua per un anno alla comunità che presenta l'offerta più alta.
La festa ha attirato l'interesse anche degli studiosi del folklore e delle tradizioni popolari primo fra tutti l'inglese Norman Douglas che vi assistette all'inizio del Novecento lasciandoci una vivida descrizione Arroccata su una spettacolare cresta rocciosa, in posizione panoramica superba, il santuario ha qualcosa di irreale, così, sospesa tra le nuvole. Si ha la sensazione di essere al centro del mondo. L'impressione è più forte la sera, durante i tre giorni della Festa Il primo venerdì, sabato e domenica di luglio con una partecipazione di 15.000 - 20.000 persone che per tre giorni e tre notti invadono la montagna, celebrando il ritorno dell'uomo e delle greggi ai pascoli d'altitudine in un clima arcaico di grande festa pagana. Il Pollino ha infatti elaborato una sua cultura di popolo ancora viva, che si esprime in allegorie propiziatorie, rituali sacri e profani, canti e danze. Accampati ovunque con tende e capanne di foglie, mettono letteralmente a ferro e fuoco tutta l'area (grigliate di carne ad ogni angolo). Tarantelle e canti al suono di zampogne, organetti e tamburelli accompagnati con la "chiave e la bottiglia"rendono l'atmosfera ancor più irreale e affascinante. C'e da rimanere increduli, questa è una festa è uno spettacolo da non perdere.
Purtroppo l'apertura di una strada carrabile d'accesso ha posto anche quassù , a 1537 metri d'altezza i problemi della vita quotidiana delle grandi città, come il parcheggio di auto e pullman e dello smaltimento dei rifiuti, mentre la massiccia partecipazione dei fedeli porta a un inconsulto taglio di arbusti e vegetazione. Inoltre sono sempre più presenti i fenomeni legati al consumismo e a comportamenti che non si armonizzano con la sacralità della festa. Ciononostante questa manifestazione collettiva riporta ogni anno alla luce l'anima profonda della cultura e della società che nei secoli e nei millenni ha vissuto sul Pollino utilizzandone accortamente le risorse

 

SUONATORI DI ZAMPOGNA

FESTA SUL POLLINO

LA MADONNA DEL POLLINO

BALLI E CANTI DURANTE LA FESTA

 

MADONNA DEL POLLINO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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