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"Quem
desmata, mata":
Ai
poeti del Mondo/ l'appello di Thiago De Mello
Un figlio dell'Amazzonia in difesa dell'umanità
La
terra e la specie sono in pericolo.
Accettare la fame, la malattia, l'ignoranza e l'ingiustizia come
qualcosa di fatale inerente all'esistenza umana è un attentato
all'essenza stessa dell'uomo.
La vita sulla terra è minacciata come mai prima d'ora nella
storia della civiltà.
Quindi salviamo l'uomo, gli uccelli, gli alberi, le farfalle, gli
ippocampi ed i delfini, l'aria, il cielo, i caprifogli, gli odori
ed i colori, le creature e gli elementi, tutto insieme in questa
bella casa celeste nella loro avventura meravigliosa nel tempo e
nel cosmo.
Desideriamo per le generazioni degli uomini e delle donne di domani
la possibilità di respirare ossigeno incontaminato e bere
acqua potabile.
Che siano distrutte per sempre tutte le bombe atomiche.
Che il denaro che spendono i governi in armi si usi per gli alimenti,
le medicine e che la conoscenza sia restituita ai suoi padroni originari,
gli abitanti buoni della terra per la cura dell'anima e del corpo.
Noi
poeti abbiamo il dovere di cantare e glorificare la bellezza del
mondo, svelare lo spirito umano in tutta la sua grandezza e allo
stesso tempo lottare contro le forze di regressione che spingono
il mondo alle barbarie.
Impegnamo l'opera e la vita alla creazione di un mondo migliore,
che non solo sia possibile, ma anche imprescindibile. Sarebbe un
crimine rimanere indifferenti. Dobbiamo fare moltissimo.
Salviamo le acque e le terre fertili.
Salviamo le foreste e le città dell'uomo e le scuole e le
fabbriche
Salviamo i tramonti e le aurore. Salviamo il miracolo della vita
dell'universo
L'Avana,
28 maggio 2005
"Anno dell'Alternativa Bolivariana per le Americhe"
Il brasiliano Thiago de Mello è
Presidente della Giunta mondiale dei poeti
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