NOTIZIE UTILI
Visto
I cittadini italiani che si recano in Perù per turismo non hanno
bisogno del visto per un soggiorno fino a 90 giorni. Una volta giunti a
destinazione (o sull'aereo) si riceve una carta turistica in duplice copia
che va compilata: una copia va restituita ai funzionari dell'immigrazione
(o al personale di bordo dell'aereo), l'altra va tenuta con sì. Non
si paga nulla, ma attenzione a non perderla perchè è necessaria
per lasciare il paese.
Il rischio sanitario più comune, per chi viaggia in Perù, è il soroche, ovvero il mal di montagna. La reazione al soroche varia da individuo a individuo, e può andare dall'euforia da privazione di ossigeno all'affaticamento, al mal di testa. Per mitigarne gli effetti, bevete molta acqua, liquidi (evitando però bibite gassate) o tisane, mangiate molta frutta, se soffrite di mal di cuore portate con voi un medicinale adatto, a base di coramina o altro (consultate sempre il vostro medico), ed evitate pasti eccessivamente pesanti, perch? in quota la digestione ? più lenta che all'altezza del mare. A parte il soroche, i principali rischi cui vanno incontro i turisti in Per? sono le malattie trasmesse dagli alimenti e dall'acqua (dissenterie, epatite A, tifo). è consigliata la vaccinazione per l'epatite A+B (che in realtà è caldamente raccomandata a tutti i viaggiatori, Darwiniani e non, per qualsiasi destinazione). Per chi si reca nell'area amazzonica, è invece consigliata la vaccinazione contro la febbre gialla è anche se il Ministero della Salute peruviano fa sapere che non sono stati registrati casi di febbre gialla negli ultimi 15 anni.
Clima e Abbigliamento Lima e la costa Pacifica, quasi sempre soleggiate, da maggio a settembre sono caratterizzate da foschia umida chiamata "gar?a". Sulla costa sub-tropicale la temperatura oscilla tra i 14 ed i 27 ?C. Sulle Ande (area di Cusco e Puno) la stagione migliore, caratterizzata da clima secco, temperato di giorno e freddo di notte (minime/massime 1/22?C), va da aprile a novembre. Da dicembre a marzo, periodo che corrisponde all'estate in Perù, la temperatura minima è più elevata (6/7 ?C) e sono possibili piogge e annuvolamenti. Infine in Amazzonia il clima è caldo-umido, con un'escursione termica compresa fra i 25 e 28 ?C e piogge pi? frequenti tra dicembre e aprile. Abbigliamento: gran parte degli itinerari si svolgono ad altitudini superiori ai 2000 mt, e alcune delle aree di maggior interesse si trovano oltre i 3500 mt. In qualsiasi stagione andiate, copritevi bene: maglione di lana/pile e piumino sono assolutamente indispensabili, e i più freddolosi non disdegneranno cappello sciarpa e guanti, sopratutto per le ore serali: durante il giorno, infatti, la temperatura èspesso primaverile e molto gradevole, ideale per il turismo
Peru' / Omaggio all'uomo che difendeva i minatori

Saul
Cantoral
Amici,
questa e' una poesia che ho scritto apposta sulla morte di Saul Cantoral
ed appartiene ad un libro inedito, "El llanto / el fuego" (Il
pianto / il fuoco). Se volete, diffondete il poema come omaggio a questo
grande uomo, assassinato ai tempi dell'Apra dal comando paramilitare "Rodrigo
Franco", in "contubernio" (connivenza) con la polizia.
Gracias.
Juan
Cristobal (poeta Peruviano)
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Il
Crimine. Saúl Cantoral, ex secretario generale della Federazione
Nazionale dei minatori, metallurgici e siderurgici del Peru' venne assassinato
il 13 febbraio 1989 da due membri paramilitari del gruppo Rodrigo Franco.
I Motivi. Cantoral aveva indetto due scioperi generali in favore dei diritti
dei minatori sviluppando l'attivita' di base del sindacato. Era stato per
questo motivo minacciato di morte.
Saúl Cantoral Huamaní, aveva 42 anni, era sposato e padre
di 4 figli. Venne dapprima sequestrato, torturato ed infine eliminato .
Era nato nel 1946 in un villaggio vicino Ayacucho. Visse a Nazca da bambino
e poi lavoro' nella Marcona Mining Company e nella Hierro Perú. Nel
1987 fvenne eletto segretario generale del sindacato dei minatori. Il 17
luglio 1988, a seguito del rifiuto di governo e sfruttatori di miniere di
un tavolo di trattative per discutere migliori condizioni di vita e di lavoro
per la gran massa di lavoratori si inizio' uno sciopero che duro' fino al
16 agosto. Piu' di 60 mila lavoratori bloccarono la produzione mineraria.
Secondo il governo di Alan Garcia vennero perduti oltre 120 milioni di dollari.
Il 9 agosto, in pieno sciopero, Saúl Cantoral fu sequestrato e torturato.
Gli vennero iniettate sostanze che gli provocarono danni all'organismo.
Alla fine il governo riconobbe lo statuto nazionale dei minatori, ma finito
lo sciopero respinse e non mantenne l'accordo. Cosi' i minatori si videro
costretti a riprendere lo sciopero il 17 ottobre. Il governo ed i padroni
delle miniere iniziarono una campagna di accuse contro i i dirigenmti sindacali
efiniti sovversivi e seguaci o infiltrati di Sendero Luminoso. Il secondo
sciopero fu piu' violento del primo, vennero militarizzati gli accampamenti
dei lavoratori, la polizia ed i militari perseguirono i centri minerari.
Lo sciopero fini il 12 dicembre.
Il 13 febbraio 1989 alle 19:30 Saúl Cantoral, e Consuelo García,
altra dirigente dei minatori, vennero sequestrati da uomini armati, caricati
su un'auto e ritrovati cadaveri alle 11 del giorno dopo nel Parco Wiracocha
di Cantogrande. Saul aveva 7colpi sparati alle spalle ed alla nuca. A 12
metri di distancia c'era il cadavere di Consuelo García.
Il caso Cantoral e' approdato nei giorni scorsi alla Corte Interamericana
per i diritti umani di San Jose' di Costa Rica. I parenti sono scettici
perche' accusano l'attuale presidente del Peru' Alan Garcia di essere responsabile
della morte del dirigente " minero". Secondo loro dietro il comando
paramilitare che uccise Saul Cantoral c'era l'Apra, il partito di governo
che favoriva l'oligarchia locale e le multinazionali.

Machu
Picchu
(la citta' perduta degli Inca )
La cittadella di Machu Picchu è il più notevole monumento architettonico del Perù. La vegetazione esuberante e impenetrabile che la circonda non fa che accrescere la bellezza e il mistero delle sue rovine e dei suoi imponenti muri di pietra. Orchidee di tutti i tipi danno un aspetto ancora più lussureggiante e singolare all'ambiente naturale. Le costruzioni si inseriscono armoniosamente in un paesaggio montuoso stretto e difficilmente accessible, a picco sull'impressionante precipizio del fiume Urubamba, che scorre in curve sinuose e veloci 400 metri più in basso.
Machu
Picclui testimonia ancor oggi l'abilità architettonica degli Inca.
La cittadella si trova a 2400 metri sul livello del mare, tra due montagne,
una delle quali, l'Huayna Picchu, dà la posizione topografica della
zona.
Il vero nome del luogo si è perso nel tempo. Machu Picchu è
solo una denominazione geografica che significa "Montagna vecchia",
in contrapposizione all'altra, l'Huayna Picchu, che significa "Montagna
giovane". Forse potrebbero essere invece chiamate "Montagna grande"
e "Montagna piccola", in relazione alla loro grandezza.
Non
c'è fine agli enigmi. In molti sono convinti che la cittadella nasconda
ancora un grande tesoro. Bingham (Il suo scopritore) scoprì numerosi
reperti, gli oggetti d'oro però erano del tutto assenti. A rigor
di logica, qui doveva essercene un ingente quantitativo. L'oro, prezioso
per gli Inca in quanto metallo solare per eccellenza, si riteneva generato
dalle lacrime e dal sudore dell'astro. Il suo fulgore e la sua incorruttibilità
gli conferivano un altissimo pregio rituale. Il fatto che Machu Picchu non
rechi segni di saccheggio, sorte toccata alle altre città incaiche,
conferma la tesi di un suo repentino abbandono. Non è improbabile
che da qualche parte, forse nel ventre del Huayna Picchu (vetta sovente
colpita dai fulmini), siano ancora celate, mai ritrovate, le mummie dei
venerabili con i loro favolosi tesori. Gli Inca chiamavano le mummie anche
I'llapa (lampo) e dedicavano loro un culto particolare. I defunti più
illustri, se fatti oggetto di opportune attenzioni rituali, avevano il potere
di controllare la pioggia garantendo la fertilità. Col nome di I'llapa,
si designavano proprio i luoghi in cui cadevano i fulmini. Chissà
se queste camere sepolcrali segrete davvero esistono, Machu Picchu comunque
è un posto superiore alla sua stessa fama, ci si ritrova a contemplarla
come se lo sguardo non ne fosse mai pago.
Il Sole, fulcro dei riti che vi si celebravano, dopo una breve ma fitta
pioggia riprende possesso della città. I filari delle abitazioni,
le lunghe scalinate, i sentieri, i templi, tutto riluce nello splendore.
Le solide mura della città hanno resistito a terremoti, all'erosione
degli elementi, al passaggio inesorabile dei secoli, l'apparato urbano non
ha nulla di spento, è così poco morto che basterebbe rimettere
i tetti di canne scoperchiati dal tempo e qualche pietra qua e là
per restituirgli l'aspetto originario, come si vede nelle ricostruzioni
digitali. Ciò che quelle pietre evocano è la straordinaria
vittoria sulla transitorietà dell'esistenza: sono pietre che parlano
di fatica, d'ingegno architettonico, di arditi voli mistici, di finestre
aperte verso l'ignoto.
Dalla
sua scoperta, avvenuta nel 1911, Machu Picclui non ha mai smesso di essere
un vero e proprio enigma archeologico, sul quale si formulano domande che
forse resteranno per sempre senza risposta
Machu Picclui si divide in due grandi settori, ciascuno dei quali ha una
struttura architettonica differente, a seconda della funzione a cui era
destinato: un settore agricolo e un settore urbano.
Il settore agricolo è caratterizzato da coltivazioni a forma di terrapieni,
alcune strette, altre più ampie, che formano una scalinata sui fianchi
della montagna. Esistono anche terrazze più piccole che probabilmente
non erano destinate all'agricoltura ed altre un popiù grandi che
dovevano essere solo piattaforme di sostegno per le costruzioni. Le terrazze
più grandi superano i 4 metri d'altezza. Delle scale di pietra inserite
nei muri portano da un livello all'altro.
Il nucleo centrale di Machu Picclui si stende su una lunghezza di 800 metri,
la metà dei quali era destinata all'agricoltura.
Il settore urbano comprende una grande piazza fiancheggiata a est e a ovest
da due gruppi di costruzioni con strade a scalinata che sommano un totale
di 3000 gradini, un sistema idraulico di canali molto complesso, delle piazzette
e degli accessi, ossia un insieme di costruzioni più o meno grandi
che sono testimonianza di una notevole capacità. Le costruzioni sono
rettangolari e di un piano; tutte seguono un disegno-base comune. Spesso
se ne trovano alcune con tre sole pareti; queste ultime sono chiamate "Masma"
o "Huayrana". Il portone e le finestre, secondo il modello architettonico
incaico, sono trapezoidali, come pure le nicchie
dei muri, in cui si collocavano gli idoli o altri oggetti. I tetti erano
a uno o due spioventi, secondo la struttura della casa, ed erano coperti
da tronchi d'albero e paglia ("ichu"). Nei punti critici dei muri
erano inserite delle pietre, in modo tale da assicurare il tetto alla costruzione.
Quasi
tutte le pietre erano di granito e provenivano dalle zone vicine. Erano
tagliate usando la tecnica incaica della scissione della pietra e, probabilmente,
erano levigate con la sabbia. La finitura delle pietre era molto variabile;
tra un edificio e l'altro e, a volte, perfino nel medesimo muro si possono
vedere differenze tecniche ed estetiche notevoli.
Varie ragioni fanno pensare che originalmente i muri fossero ricoperti d'argilla;
però anche solo con il taglio, la levigatura delle pietre e la loro
unione senza connessioni si sono ottenute pareti di grande bellezza.
Un esempio notevole dell'arte architettonica incaica è la parete
centrale del Tempio Principale: i suoi blocchi si incastrano l'uno nell'altro
con tale perfezione che possono essere solo il risultato di un complicato
studio dei piani concavo e convesso, simile ad un puzzle di difficile soluzione.
La perfezione delle pareti di Machu Picchu supera ogni immaginazione, tanto
da dar origine a spiegazioni mitiche, come la leggenda secondo la quale
l'uccello Kak'aqllu avrebbe scoperto il segreto degli artigiani di Machu
Picchu. però gli tagliarono la lingua, perché non lo rivelasse
ai posteri. 0 l'altra leggenda che parla di una pianta magica le cui foglie
avevano il potere di sciogliere la pietra, permettendo così di plasmarla
con tanta perfezione nella forma desiderata.
Si trovano anche delle figure scolpite, soprattutto in caverne. Esse avevano
generalmente forme geometriche, ottenibili solo con una gran padronanza
tecnica nel lavoro di taglio. A volte la scultura e l'architettura si fondono,
come nella Tomba Reale.
Comunemente si parla di Machu Picchu come di una città, anche se
gli abissi e le muraglie che la circondano, rendendola difficilmente accessibile,
fanno pensare piuttosto ad una cittadella fortificata.
Manuel Chàvez Ballón crede che Cuzco e Machu Picchu siano
state costruite secondo un piano comune. Fernando Cabieses afferma che a
Maclui Picchu si riflette il concetto incaico delle gerarchie, soprattutto
negli altari, che furono consacrati ai tre mondi: Hanan (il mondo superiore),
Hurin (l'inferiore) e Cay (il terrestre). D'altra parte, Victor Angles crede
che il piano di costruzione di Machu Picchu corrisponda alla figura di un
uccello con le ali aperte. Anche Federico Kauffmann Doig parla di "architettura
zoomorfa" nelle Ande, dal periodo Chavín.
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