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Peru'
/ Omaggio all'uomo che difendeva i minatori
Saul
Cantoral
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Amici,
questa e' una poesia che ho scritto apposta sulla morte di Saul
Cantoral ed appartiene ad un libro inedito, "El llanto / el
fuego" (Il pianto / il fuoco). Se volete, diffondete il poema
come omaggio a questo grande uomo, assassinato ai tempi dell'Apra
dal comando paramilitare "Rodrigo Franco", in "contubernio"
(connivenza) con la polizia.
Gracias.
Juan
Cristobal (poeta Peruviano)
Giammai
lasciasti che le parole o i venti ti chiudessero gli occhi
Ne' la terra cosi' aspra come la disperazione dei lupi
Ti intristisse le mani con le quali piantavi
Nei momenti di calma
Passiflora e mango
Che mangiavi con la tua compagna prima di andare al lavoro
Il tempo fu una porta aperta nella tua vita
Per questo nessuno pote' capire (malgrado la tua faccia di contadino
insonne)
A che ora insegnavi l'amore ai tuoi figli
E la felicita' (come un eucalipto) ai tuoi amici di quartiere
E sebbene il sole non raggiungesse la pienezza nelle tue labbra
Popolasti con stelle e scioperi i sogni dell'uomo
Per questo/ una notte/ quando nessuno ti vide
Partire per quell'angolo dove nemmeno i passeri esistono
La polizia approfitto' per spaccarti il cuore in infiniti pezzi
Quando ti seppellirono una mattina di cardi e pioggia
Crebbero sementi e venti come mari umani
E nessuno pote' dimenticare quando ballavi huaynitos*
Nella semplicita' delle feste
Ne' lasciare di ripetere quello che diceva tua moglie
con una foto tua sul petto:
"Saul Cantoral non e' morto/ vive/ come la primavera vive
negli splendori meravigliosi dell'alba"
Il
Crimine. Saúl Cantoral, ex secretario generale della Federazione
Nazionale dei minatori, metallurgici e siderurgici del Peru' venne
assassinato il 13 febbraio 1989 da due membri paramilitari del gruppo
Rodrigo Franco. I Motivi. Cantoral aveva indetto due scioperi generali
in favore dei diritti dei minatori sviluppando l'attivita' di base
del sindacato. Era stato per questo motivo minacciato di morte.
Saúl Cantoral Huamaní, aveva 42 anni, era sposato
e padre di 4 figli. Venne dapprima sequestrato, torturato ed infine
eliminato . Era nato nel 1946 in un villaggio vicino Ayacucho. Visse
a Nazca da bambino e poi lavoro' nella Marcona Mining Company e
nella Hierro Perú. Nel 1987 fvenne eletto segretario generale
del sindacato dei minatori. Il 17 luglio 1988, a seguito del rifiuto
di governo e sfruttatori di miniere di un tavolo di trattative per
discutere migliori condizioni di vita e di lavoro per la gran massa
di lavoratori si inizio' uno sciopero che duro' fino al 16 agosto.
Piu' di 60 mila lavoratori bloccarono la produzione mineraria. Secondo
il governo di Alan Garcia vennero perduti oltre 120 milioni di dollari.
Il 9 agosto, in pieno sciopero, Saúl Cantoral fu sequestrato
e torturato. Gli vennero iniettate sostanze che gli provocarono
danni all'organismo. Alla fine il governo riconobbe lo statuto nazionale
dei minatori, ma finito lo sciopero respinse e non mantenne l'accordo.
Cosi' i minatori si videro costretti a riprendere lo sciopero il
17 ottobre. Il governo ed i padroni delle miniere iniziarono una
campagna di accuse contro i i dirigenmti sindacali efiniti sovversivi
e seguaci o infiltrati di Sendero Luminoso. Il secondo sciopero
fu piu' violento del primo, vennero militarizzati gli accampamenti
dei lavoratori, la polizia ed i militari perseguirono i centri minerari.
Lo sciopero fini il 12 dicembre.
Il 13 febbraio 1989 alle 19:30 Saúl Cantoral, e Consuelo
García, altra dirigente dei minatori, vennero sequestrati
da uomini armati, caricati su un'auto e ritrovati cadaveri alle
11 del giorno dopo nel Parco Wiracocha di Cantogrande. Saul aveva
7colpi sparati alle spalle ed alla nuca. A 12 metri di distancia
c'era il cadavere di Consuelo García.
Il caso Cantoral e' approdato nei giorni scorsi alla Corte Interamericana
per i diritti umani di San Jose' di Costa Rica. I parenti sono scettici
perche' accusano l'attuale presidente del Peru' Alan Garcia di essere
responsabile della morte del dirigente " minero". Secondo
loro dietro il comando paramilitare che uccise Saul Cantoral c'era
l'Apra, il partito di governo che favoriva l'oligarchia locale e
le multinazionali.
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Machu
Picchu
(la
citta' perduta degli Inca )
La cittadella
di Machu Picchu è il più notevole monumento architettonico
del Perù. La vegetazione esuberante e impenetrabile che
la circonda non fa che accrescere la bellezza e il mistero delle
sue rovine e dei suoi imponenti muri di pietra. Orchidee di
tutti i tipi danno un aspetto ancora più lussureggiante
e singolare all'ambiente naturale. Le costruzioni si inseriscono
armoniosamente in un paesaggio montuoso stretto e difficilmente
accessible, a picco sull'impressionante precipizio del fiume
Urubamba, che scorre in curve sinuose e veloci 400 metri più
in basso.
Machu Picclui testimonia ancor oggi l'abilità architettonica
degli Inca. La cittadella si trova a 2400 metri sul livello
del mare, tra due montagne, una delle quali, l'Huayna Picchu,
dà la posizione topografica della zona.
Il vero nome del luogo si è perso nel tempo. Machu Picchu
è solo una denominazione geografica che significa "Montagna
vecchia", in contrapposizione all'altra, l'Huayna Picchu,
che significa "Montagna giovane". Forse potrebbero
essere invece chiamate "Montagna grande" e "Montagna
piccola", in relazione alla loro grandezza.
Non
c'è fine agli enigmi. In molti sono convinti che la cittadella
nasconda ancora un grande tesoro. Bingham (Il suo scopritore)
scoprì numerosi reperti, gli oggetti d'oro però
erano del tutto assenti. A rigor di logica, qui doveva essercene
un ingente quantitativo. L'oro, prezioso per gli Inca in quanto
metallo solare per eccellenza, si riteneva generato dalle lacrime
e dal sudore dell'astro. Il suo fulgore e la sua incorruttibilità
gli conferivano un altissimo pregio rituale. Il fatto che Machu
Picchu non rechi segni di saccheggio, sorte toccata alle altre
città incaiche, conferma la tesi di un suo repentino
abbandono. Non è improbabile che da qualche parte, forse
nel ventre del Huayna Picchu (vetta sovente colpita dai fulmini),
siano ancora celate, mai ritrovate, le mummie dei venerabili
con i loro favolosi tesori. Gli Inca chiamavano le mummie anche
I'llapa (lampo) e dedicavano loro un culto particolare. I defunti
più illustri, se fatti oggetto di opportune attenzioni
rituali, avevano il potere di controllare la pioggia garantendo
la fertilità. Col nome di I'llapa, si designavano proprio
i luoghi in cui cadevano i fulmini. Chissà se queste
camere sepolcrali segrete davvero esistono, Machu Picchu comunque
è un posto superiore alla sua stessa fama, ci si ritrova
a contemplarla come se lo sguardo non ne fosse mai pago.
Il Sole, fulcro dei riti che vi si celebravano, dopo una breve
ma fitta pioggia riprende possesso della città. I filari
delle abitazioni, le lunghe scalinate, i sentieri, i templi,
tutto riluce nello splendore. Le solide mura della città
hanno resistito a terremoti, all'erosione degli elementi, al
passaggio inesorabile dei secoli, l'apparato urbano non ha nulla
di spento, è così poco morto che basterebbe rimettere
i tetti di canne scoperchiati dal tempo e qualche pietra qua
e là per restituirgli l'aspetto originario, come si vede
nelle ricostruzioni digitali. Ciò che quelle pietre evocano
è la straordinaria vittoria sulla transitorietà
dell'esistenza: sono pietre che parlano di fatica, d'ingegno
architettonico, di arditi voli mistici, di finestre aperte verso
l'ignoto.
Dalla
sua scoperta, avvenuta nel 1911, Machu Picclui non ha mai smesso
di essere un vero e proprio enigma archeologico, sul quale si
formulano domande che forse resteranno per sempre senza risposta
Machu Picclui si divide in due grandi settori, ciascuno dei
quali ha una struttura architettonica differente, a seconda
della funzione a cui era destinato: un settore agricolo e un
settore urbano.
Il settore agricolo è caratterizzato da coltivazioni
a forma di terrapieni, alcune strette, altre più ampie,
che formano una scalinata sui fianchi della montagna. Esistono
anche terrazze più piccole che probabilmente non erano
destinate all'agricoltura ed altre un popiù grandi che
dovevano essere solo piattaforme di sostegno per le costruzioni.
Le terrazze più grandi superano i 4 metri d'altezza.
Delle scale di pietra inserite nei muri portano da un livello
all'altro.
Il nucleo centrale di Machu Picclui si stende su una lunghezza
di 800 metri, la metà dei quali era destinata all'agricoltura.
Il settore urbano comprende una grande piazza fiancheggiata
a est e a ovest da due gruppi di costruzioni con strade a scalinata
che sommano un totale di 3000 gradini, un sistema idraulico
di canali molto complesso, delle piazzette e degli accessi,
ossia un insieme di costruzioni più o meno grandi che
sono testimonianza di una notevole capacità. Le costruzioni
sono rettangolari e di un piano; tutte seguono un disegno-base
comune. Spesso se ne trovano alcune con tre sole pareti; queste
ultime sono chiamate "Masma" o "Huayrana".
Il portone e le finestre, secondo il modello architettonico
incaico, sono trapezoidali, come pure le nicchie
dei muri, in cui si collocavano gli idoli o altri oggetti. I
tetti erano a uno o due spioventi, secondo la struttura della
casa, ed erano coperti da tronchi d'albero e paglia ("ichu").
Nei punti critici dei muri erano inserite delle pietre, in modo
tale da assicurare il tetto alla costruzione.
Quasi tutte le pietre erano di granito e provenivano dalle zone
vicine. Erano tagliate usando la tecnica incaica della scissione
della pietra e, probabilmente, erano levigate con la sabbia.
La finitura delle pietre era molto variabile; tra un edificio
e l'altro e, a volte, perfino nel medesimo muro si possono vedere
differenze tecniche ed estetiche notevoli.
Varie ragioni fanno pensare che originalmente i muri fossero
ricoperti d'argilla; però anche solo con il taglio, la
levigatura delle pietre e la loro unione senza connessioni si
sono ottenute pareti di grande bellezza.
Un esempio notevole dell'arte architettonica incaica è
la parete centrale del Tempio Principale: i suoi blocchi si
incastrano l'uno nell'altro con tale perfezione che possono
essere solo il risultato di un complicato studio dei piani concavo
e convesso, simile ad un puzzle di difficile soluzione.
La perfezione delle pareti di Machu Picchu supera ogni immaginazione,
tanto da dar origine a spiegazioni mitiche, come la leggenda
secondo la quale l'uccello Kak'aqllu avrebbe scoperto il segreto
degli artigiani di Machu Picchu. però gli tagliarono
la lingua, perché non lo rivelasse ai posteri. 0 l'altra
leggenda che parla di una pianta magica le cui foglie avevano
il potere di sciogliere la pietra, permettendo così di
plasmarla con tanta perfezione nella forma desiderata.
Si trovano anche delle figure scolpite, soprattutto in caverne.
Esse avevano generalmente forme geometriche, ottenibili solo
con una gran padronanza tecnica nel lavoro di taglio. A volte
la scultura e l'architettura si fondono, come nella Tomba Reale.
Comunemente si parla di Machu Picchu come di una città,
anche se gli abissi e le muraglie che la circondano, rendendola
difficilmente accessibile, fanno pensare piuttosto ad una cittadella
fortificata.
Manuel Chàvez Ballón crede che Cuzco e Machu Picchu
siano state costruite secondo un piano comune. Fernando Cabieses
afferma che a Maclui Picchu si riflette il concetto incaico
delle gerarchie, soprattutto negli altari, che furono consacrati
ai tre mondi: Hanan (il mondo superiore), Hurin (l'inferiore)
e Cay (il terrestre). D'altra parte, Victor Angles crede che
il piano di costruzione di Machu Picchu corrisponda alla figura
di un uccello con le ali aperte. Anche Federico Kauffmann Doig
parla di "architettura zoomorfa" nelle Ande, dal periodo
Chavín.

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