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PINO LORICATO |
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Fino a un secolo e mezzo fa
solo i pastori e i carbonai che frequentavano le balze più alte
del Pollino, e di poche altre cime lucane e calabresi, conoscevano l'esistenza
di questo grande ma rarissimo albero, oggi simbolo del parco nazionale.
Fu infatti "scoperto" dal botanico napoletano Michele Tenore
solo nel 1826 e dovette attendere altri cinquant'anni per ricevere un
nome. E' un albero straordinario, il pino loricato, e per diverse ragioni.
La caratteristica più evidente è l'altezza: alcuni esemplari,
raggruppati in piccole "colonie" all'interno della faggeta,
raggiungono i 38 metri. Gli esemplari isolati invece, che vivono fino
a quota 2270, ben oltre il limite raggiunto dagli altri alberi, assumono
forme tozze e tormentate. La loro bellezza è sottolineata dal colore
chiaro della corteccia, spessa e suddivisa in grandi scaglie poligonali,
simile per questo a una corazza (la lorica, dalla quale deriva appunto
il nome dell'albero). Infine l'età. E' un pino loricato del Pollino
il più vecchio albero italiano la cui età sia stata accertata
scientificamente: 920 anni! Nonostante la sua rarità il pino loricato
non è in pericolo d'estinzione. Resistentissimo alla mancanza d'acqua,
al vento e al gelo, da alcuni decenni è in netta ripresa perché
i suoi germogli sono sempre meno esposti ai morsi del bestiame che sempre
in minor numero viene portato a pascolare sulle alte balze del Pollino.
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