Manifestazione culturale dedicata alla valorizzazione del Dialetto di San Lorenzo Bellizzi

In data 7 agosto 2009, presso la sala Consiliare del Comune di San Lorenzo Bellizzi, si è svolta la prima edizione della manifestazione culturale dedicata alla valorizzazione del Dialetto di San Lorenzo Bellizzi organizzata dalla Dr.ssa Maria Ernesta Leone, Angela Daniela Pesce e Vincenzo Tarantino. L'evento è stato coordinato dalla Dr.ssa Maria Ernesta Leone. Sono intervenuti: il Sindaco Dr Pietro Scarivaglione, l'Assessore alla cultura Lorenzo Gugliotti, il Professor Giovanni Brandi Cordasco Salmena, docente di storia di diritto Romano presso le Università di Urbino e di Catanzaro, Presidente del Circolo Culturale Accademia della Motta, il Dr Leonardo La Rocca, la Prof.ssa Dilla Carlomagno.
Dopo un primo momento introduttivo ha preso la parola Domenico Agrelli, poeta sallorenzano, autore di numerosi scritti poetici in vernacolo. Lo stesso ha introdotto le sue poesie dialettali selezionate per l'evento: a Fera; Muntagne mie; SantuLavrinz; Umm'puzz' scurdà; Minni Vach'; Na giuvineddra; U Paisiddru; Nu Calabres' a Lecc; 'A Ngratutudine; Iera gghiri. Esse sono state declamate da giovani donne del luogo: Marcella Civale, Angela Cersosimo, Caterina Melania Pesce, Piera Cerchiara, Maria Restieri, Maria Elisa Vito, Alba De Stefano. La recita delle singole poesie è stata accompagnata da un sottofondo musicale messo a punto da Fabio Cerchiara.
La serata si è chiusa con la premiazione della declamatrice giudicata la più espressiva da una giuria identificata al momento dagli organizzatori dell'evento.
Il premio è andato a Caterina Melania Pesce.
In sintesi l'obiettivo della serata è stato quello di sensibilizzare la gente a compiere verso il dialetto due processi mentali: 1) riconoscere nel dialetto un bene culturale da conservare con grande cura essendo esso alla base dell'identità di un popolo 2) eludere il pregiudizio che fa pensare al dialetto come ad una lingua di serie B rispetto all'Italiano.
Il dialetto è un idioma usato dagli abitanti originari di una determinata area geografica. Esso ha una sua caratterizzazione territoriale a prescindere da qualsiasi legame con altri eventuali idiomi geograficamente vicini o con la lingua ufficiale usata nel suo territorio di pertinenza. Il dialetto Sallorenzano non è che uno dei tanti dialetti calabresi con una lunga storia che origina molti secoli prima dell'avvento di Cristo. La Calabria in origine era abitata da Indigeni non meglio precisati a cui si integrarono individui di stirpe indoeuropea provenienti da Nord e dall'adriatico che diedero origine al popolo Italico connotato da un linguaggio definito OSCO. Testimonianza attuale di questa lingua la si può trovare in alcuni termini dialettali usati nelle zone montane della Calabria settentrionale (es Timpa). La fondazione di colonie greche lungo le coste della Calabria ad opera di Euboici Locresi ed Achei, iniziata nell'VIII sec a.c., porterà alla nascita di quella regione definita Mega Ellas con associate variazioni linguistiche per la forte caratterizzazione culturale e l'alto livello economico della popolazione greca. Nei secoli successivi l'avvento dei Romani e poi dei Bizantini di cultura Latina determinò il fenomeno del bilinguismo dal momento che questi trovando un popolo ellenizzato non imposero la loro lingua. Così il dialetto calabrese ricco di influenze linguistiche, e non solo di carattere classico se si considera anche l'influenza linguistica legata a frequenti incursioni arabe e di altre stirpi, ha essenzialmente una duplice derivazione: latina e greca. Il latino è rimasto preminente al nord della Calabria mentre il Greco al Sud della Calabria al disotto della stretta di Catanzaro.

Dr.ssa Maria Ernesta Leone