|
|
|
|
|
|
San
Lorenzo Bellizzi
|
Civita
|
Cerchiara Di
Calabria
|
Francavilla
Marittima
|
PARCO DEL POLLINO
LA VALLE DEL RAGANELLO
Il
parco del Pollino
Il nome Pollino deriva da Apollinea che significa bellezza di Apollo,
divinità solare. Esso, per la sua eccezionale bellezza, fu considerato
il giardino degli dei. Si trova nel cuore del mezzogiorno tra la Basilicata
e la Calabria ed è un massiccio di valore antropologico. Ai suoi
piedi si rivolgono 56 paesi appartenenti alla Basilicata e alla Calabria
disposti a corona. Questo massiccio è terra di scoperta e di
mistero, fatto da diversità biologica e morfologica, dove l'unico
suono è dato dal fruscio che produce il vento nell'attraversare
arbusti e le cime selvagge.
Il massiccio mostra scenari di rara bellezza. L'una dopo l'altra svettano
le Serre, si susseguono boschi e pianori carsici, praterie e pascoli,
crostoni ripidi e crinali.
L'acqua, sinonimo di vita, oltre a modellare le gole, dà alla
vegetazione un aspetto lussureggiante. La natura è incontaminata,
il paesaggio è dominato dal Pino Loricato simbolo del Pollino
e trova l'habitat ideale tra le vette sassose. Il Pino Loricato è
scomparso da quasi tutta l'Europa, si tratta di un albero maestoso ed
elegante che pare essere il congiungimento tra il cielo e la terra.
Le sue radici possenti sembrano sfidare la forza della natura e solo
l'incuria e la mano selvaggia dell'uomo poteva distruggere, incendiandoli,
alcuni rari esemplari.
Alla Grande Porta del Pollino si trova un Pino esemplare chiamato il
Portiere che con le sue ossa contorte quasi a proteggere altri pini,
è molto vecchio, perciò ai suoi piedi è stato piantato
un giovane pino che sarà il suo successore.
Fra tanti scenari di rara bellezza che il parco ci regala vi è
La Valle del Raganello che è' certamente la valle più
spettacolare e selvaggia del parco del Pollino e si trova interamente
in Calabria ai confini con la Basilicata.
Qui in uno scenario veramente straordinario troviamo: pareti rocciose
alte centinaia di metri "Le Timpe", gole profondissime e meravigliose,
boschi di faggio (nella località Fagosa) e di querce (Bosco di
Santa Venere), sorgenti fiabesche.
Il torrente Raganello è la peculiarità primaria e rappresenta
una delle più famose grandiosità geologiche del parco
del Pollino. Considerato il più bello d'Italia e tra i più
belli e più profondo d'Europa, il Canyon del Raganello è
davvero una meraviglia della natura. Questo nasce ai piedi della Serra
delle Ciavole e nel primo tratto scende tra i boschi raggiungendo la
base della Timpa di San Lorenzo. Qui il torrente scava la prima, spettacolare
gola, quella di Barile, dove le alti pareti calcaree impediscono
l'accesso al sole per quasi tutta la giornata. Sotto l'abitato di S.
Lorenzo Bellizzi il torrente compie una curva e quindi entra nei
suoi 10 km più incredibili. Caotici massi, pareti levigate alte
fino 700 metri, forme di erosione di qualsiasi tipo, scivoli e spumeggianti
cascatelle. Dopo circa sette chilometri di corso tortuoso e oscuro il
torrente torna a scorrere libero all'altezza di Civita (Cs); subito
dopo il ponte del Diavolo, sotto l'abitato, la valle si apre
verso il Golfo di Sibari in un'ampia fiumara abbellita in estate dagli
oleandri in fiore
Questo è lo spettacolo ciclopico offerto dal canyon del Raganello.
L'altimetria
varia repentinamente dai 550 metri del ponte di Ilice ai 1.650 metri
della "Timpa di San Lorenzo". Quest'ultima su un versante
presenta i cosiddetti "Lisci" che degradano verso valle con
imponenti stratificazioni, sull'altro pareti a strapiombo sul torrente
ricche di numerosi anfratti e piccole grotte dove i rapaci costruiscono
i loro nidi e possono spiccare il volo più agevolmente verso
la vallata
L'ossatura
geologica è formata da dolomie con ammassi calcarei del miocene.
Nella Riserva sono presenti anche alcuni insediamenti agro-pastorali
che testimoniano ancora oggi il rapporto antico tra l'uomo e la sua
montagna.