Prima
che secoli di persecuzioni da parte dell'uomo ne provocassero la scomparsa
in molte regioni, il lupo, antenato di tutte le razze di cani domestici, era
diffuso in tutta Europa, in Nordamerica e in buona parte dell'Asia. Una così
vasta diffusione è stata possibile grazie alla grande adattabilità e
intelligenza di questo carnivoro. Il lupo è un predatore al vertice delle
catene alimentari, che si nutre principalmente, almeno quando può, di erbivori
di grandi dimensioni come caprioli e cervi. Alla forza complessiva di tutto
il corpo, che gli permette lunghi e velociinseguimenti, il lupo unisce un
morso dalla potenza impressionante, capace di sviluppare una pressione di
oltre un quintale per centimetro quadrato, abbastanza per spezzare le ossa
degli animali più grandi. Ma la forza non è tutto. A questa il lupo unisce
i vantaggi della cooperazione nella caccia. Non è infatti un animale solitario,
ma vive in branchi in genere di 7-8 esemplari tra maschi, femmine e cuccioli
dell'anno, governati da rigide gerarchie. La preda, una volta avvistata o
"annusata", viene catturata dai membri più forti del branco, che
sono anche i primi a cibarsene. Nonostante sia capace di lunghissimi appostamenti
silenziosi, sono più i tentativi che vanno a vuoto di quelli che riescono.
Ad accoppiarsi in un branco sono i maschi e le femmine dominanti, ma tutti
contribuiscono ad alimentare i piccoli. Fame e malattie possono però eliminare
anche più della metà dei cuccioli dell'anno. A due anni i giovani, terminata
la crescita, vengono espulsi dal branco. Dovranno cercarsi un territorio e
un nuovo branco, impresa non facile e pericolosa perché i lupi attaccano istintivamente
gli esemplari solitari, per i quali non è facile farsi accettare. Questo allontanamento
forzato serve però ad ampliare la diffusione dei lupi in regioni che ne sono
prive. E' quanto sta accadendo in Italia in questi anni: dall'Abruzzo e dalla
Calabria i lupi stanno tornando ad abitare l'Appennino, e presto si ricongiungeranno
con le popolazioni
alpine.